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Area ex Pegna Benelli in via Schiff, il presidente di Casa spa: "Cantiere fermo per precauzione. Non ci sono rischi per cittadini e addetti"

"Dopo i primi scavi  è emersa la presenza di materiali di recupero nel terreno. Pur in presenza di un certificato di bonifica che riguardava tutta l'area, per precauzione è stato deciso di fermare i lavori per un'ipotesi di contaminazione. Conseguentemente è stata avviata la procedura di legge, avvisando Asl e Arpat, presentato il progetto di caratterizzazione ed eventuale bonifica, con la predisposizione di una serie d'indagini su campioni da analizzare. Questo per capire l'eventuale presenza d'inquinanti e le quantità. Non ci sono comunque rischi per cittadini ed addetti al cantiere". Così il Presidente di Casa Spa, Luca Talluri, interviene sulla vicenda relativa all'area ex Pegna Benelli, in via Schiff.

"Uno spazio - dice ancora Talluri ricostruendo gli eventi -  oggetto di un piano di recupero urbanistico iniziato sul PRG ai tempi della Giunta Primicerio, realizzato per la parte privata durante la Giunta Domenici e concluso, sempre per la parte privata, con la consegna della Ludoteca nel periodo della Giunta Renzi. Che, dal punto di vista urbanistico, non ha rinunciato a niente, tantomeno ad uno spazio di verde pubblico. Il piano di recupero prevedeva infatti, fin dall'origine, una rigenerazione urbana in residenziale privato, servizi e la  presenza di un edificio di Edilizia Residenziale Pubblica. La scelta di costruire i 21 alloggi di Erp era nota a tutti, compresi gli abitanti che hanno acquistato nelle vicinanze, e non connessa alla manutenzione del patrimonio esistente".

"Il terreno - dice ancora il Presidente Talluri -, una volta che è stato acquisito come titolo di proprietà dal Comune, è stato temporaneamente passato a Casa Spa per realizzare l'edificio di Erp. Casa Spa, dopo aver individuato le risorse per la costruzione, ha elaborato il progetto (tra l'altro il più evoluto, con edifici a consumo di energia quasi zero come previsti dal 2020 in poi) che è stato approvato. Aprendo infine, nell'autunno 2013, il cantiere. Dopo i primi lavori di predisposizione dell'area con opere di contenimento, sono stati eseguiti i primi scavi. Dai quali è emersa la presenza di materiali di recupero nel terreno. Pur in possesso di un certificato di bonifica che riguardava tutta l'area, per precauzione è stato deciso di fermare i lavori, a causa dell'ipotesi di contaminazione del terreno.  Conseguentemente è stata avviata la procedura di legge, avvisando Asl e Arpat, presentato il progetto di caratterizzazione ed eventuale bonifica con la predisposizione di una serie d'indagini su campioni da analizzare. Tutto questo per  capire l'eventuale presenza d'inquinanti".

"Il 16 giugno la conferenza dei servizi (Comune, Provincia e Arpat) ha approvato il piano. I prelievi dei campioni da analizzare sono già stati effettuati. Attualmente sono in corso le analisi. In base al risultato sarà ipotizzato il tipo di trattamento da effettuare come, per esempio, lo smaltimento a discariche autorizzate. Il terreno scavato - conclude Talluri - è stato coperto semplicemente per proteggerlo da piogge ed evitare un dilavamento dello stesso. Non ci sono rischi - rimarca il Presidente di Casa Spa - sia per la salute dei cittadini, sia per le persone che lavorano nel cantiere".

 

Fonte: Ufficio Stampa

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