«Sono estremamente soddisfatto della discussione che ha suscitato l’ordine del giorno da me presentato in consiglio comunale a Vinci nella seduta del 16 luglio. Ringrazio tutti i gruppi consiliari ed i singoli consiglieri comunali che, oltre a votare a favore del documento all’unanimità, hanno portato il loro prezioso contributo ed i loro emendamenti.
Il tema è di quelli significativi, ed è stato importante condividerlo con tutti i gruppi consiliari oltre ai Democratici, dal Movimento Cinque Stelle (il cui capogruppo Gianni Frizzi ha proposto e ottenuto l’inserimento di un’aggiunta consistente nel predisporre adeguata cartellonistica stradale sul tema), a Forza Italia, a Sinistra in comune. Con questo ordine del giorno il comune di Vinci si dichiara “Comune antitransgenico” e “libero da produzioni agricole transgeniche”, evidenziando il fatto di volersi impegnare in una politica di salvaguardia del territorio, di sviluppo di un’agricoltura sostenibile e compatibile con l’ambiente e segnalando con forza che la diffusione di produzioni transgeniche si troverebbe in evidente contrasto con tale politica, determinando gravi problemi ai produttori presenti sul territorio e alle aree naturali destinate alla conservazione tipologica.
La tutela e la valorizzazione della qualità del sistema agroalimentare italiano è un obiettivo di rilevanza strategica che trova attuazione attraverso una concreta tutela istituzionale del comparto primario dall'inquinamento transgenico ed un efficace sistema di tracciabilità, di riconoscibilità e di etichettatura dei prodotti agroalimentari, e la nostra idea di agricoltura è volta a far acquisire un maggiore vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati attraverso la valorizzazione della qualità, della tracciabilità, della biodiversità e della tipicità. Questi i nostri obiettivi. L’ordine del giorno è stato elaborato senza tener conto di condizionamenti e di pregiudiziali di natura ideologica, e la dichiarazione che ne è seguita è stata fondata essenzialmente sulla base del principio di precauzione, principio riconosciuto dall’Unione Europea che permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio.
Pertanto, considerando tutti questi fattori, il consiglio comunale vinciano ha ritenuto all’unanimità di voler esprimere la propria posizione di contrarietà al fatto che, sul proprio territorio comunale, vengano coltivati, allevati e sperimentati in campo aperto organismi geneticamente modificati. Si tratta di un atto politico importante, con il quale vorremmo aprire un percorso da intraprendere sulla ridefinizione dell’intero modello di sviluppo agricolo del nostro territorio, avviando un’inversione di tendenza finalizzata alla riduzione dell’impronta ambientale delle coltivazioni ed alla salvaguardia della biodiversità e del patrimonio di produzioni tipiche che tutto il mondo ci invidia. Spero che questo documento faccia da apripista per far discutere sul delicato tema anche altri consigli comunali dell’Unione dei comuni Empolese Valdelsa».
Fonte: Paolo SANTINI Assessore alla Cultura, Turismo, Agricoltura e Valorizzazione paesaggistica del Montalbano Comune di Vinci