Sala piena e tanto interesse per la tavola rotonda dal titolo “Vivere italiano: la lingua e la cultura a sostegno della piccola e media impresa” organizzata dalla Società Dante Alighieri e dall'associazione Slancio Italiano nella sala convegni dell'Oratorio di San Pierino a Firenze venerdì 11 luglio. Dopo l'introduzione del segretario generale della Dante, Alessandro Masi, che ha evidenziato il grande impegno perseguito dalla storica Società - fondata da Giosuè Carducci - nella promozione della lingua e della cultura italiana, con l'apertura dei “Parchi Letterari” nel nostro paese e con oltre 500 comitati sparsi in tutto il mondo, la parola è stata data alla padrona di casa Antonia Ida Fontana, presidente del Comitato della Dante di Firenze. “Solo trenta anni fa, cultura ed economia erano due comparti distanti.
Oggi invece sappiamo che quando comperiamo un prodotto italiano – ha spiegato Fontana - acquistiamo la nostra storia. Occorre costruire un'alleanza con le imprese. Noi della Dante chiediamo ed offriamo collaborazione”. L'incontro ha visto l'esordio in Toscana dell'associazione culturale Slancio Italiano. Dagli interventi del presidente e fondatore Federico Vecchioni e del presidente della Camera di Commercio di Grosseto e vice presidente UnionCamere Giovanni Lamioni è emerso come sia partito per questo nuovo soggetto un percorso ambizioso. Nata nel 2013, l'associazione Slancio Italiano persegue fini di utilità sociale ed è volta a diffondere i principi ed i valori della cultura liberale contribuendo all’analisi ed alla discussione di temi anche politici, con particolare riferimento all’economia ed alla qualità della vita delle persone.
“Questa è la prima di una serie di iniziative che realizzeremo sul territorio regionale – ha annunciato Vecchioni – sempre su tematiche di interesse collettivo, per promuovere il dialogo con la società civile, il dibattito pubblico e la collaborazione tra le istituzioni”. Giovanni Lamioni ha sottolineato quanto la cultura ed il turismo debbano e possano rappresentare il presente ed il futuro della Toscana e del nostro Paese. “Questi due comparti – ha detto – incidono complessivamente solo per il 10 del Pil, dobbiamo contribuire a far crescere questo dato. La cultura è fonte di economia, ormai è dimostrato. Nonostante il fatto che noi possediamo il 70% del patrimonio storico-culturale del mondo intero, ancora non abbiamo sfruttato appieno questo immenso potenziale”.
Fonte: Ufficio Stampa
