Durante tutta la campagna elettorale abbiamo raccolto la rabbia, la paura e l’indignazione di numerosissimi cittadini, sia residenti nel centro storico che in altre parti del territorio comunale. Non è infatti antico l’altro episodio di aggressione nel Corso, ai danni di un signore anziano o dell’ingerenza che una giovane donna dovette subire mentre era in atto una colluttazione fra due clan di etnie diverse.
Stavolta l’accaduto è ancora più grave: una signora è stata colta da infarto mentre discuteva con un inquilino marocchino, nel tentativo di recuperare gli affitti che da oltre un anno non le vengono corrisposti, come avrete potuto leggere nelle notizie di cronaca locale.
Di fronte a questo criminoso fatto non possiamo rimanere indifferenti e, come annunciato recentemente dai banchi dell’opposizione, faremo tutto quello che è in nostro possesso per promuovere critiche alla passata e attuale amministrazione che si appresta a calcare le orme della precedente, promuovendo le idee che secondo noi possono almeno provare ad arginare il fenomeno di degrado che investe soprattutto il centro storico.
E se questo episodio è assurto alle luci della cronaca per la gravità assoluta, altri sono silenziosamente subiti e solo talvolta denunciati, dagli esasperati cittadini. La convivenza fra etnie diverse non è affatto un problema sociologico di facile risoluzione ma, secondo il nostro punto di vista, certa politica ha ingenerato l’idea che essendo cittadino straniero si goda di una sorta di “lasciapassare” che garantisca una placida immunità: difficilmente si riesce a risalire a chi abita nei vari appartamenti del centro perché esistono contratti (diversi) intestati a persone che forse non risiedono nemmeno nell’unità. Ci si domanda ad esempio come possa essere pagato un canone mensile di 700,00 € da tre soggetti che vivono di lavoro interinale
. I “fogli” non lo spiegano ma la verità è che dentro le abitazioni spessissimo abitano più del doppio delle persone denunciate come residenti, creando talvolta quel sistema di sub-affitto illegale e fomentando le gerarchie all’interno delle varie comunità. Gli occupanti in più allora cosa producono? Di sicuro un maggior carico per l’immobile, più spazzatura, maggior rumore e una certa “invisibilità” che in alcuni casi genera un atteggiamento di arroganza nei confronti di chi, come noi, chiederebbe fossero rispettate le regole e praticato il rispetto reciproco.
Invece non è usuale (chi abita soprattutto in centro si ritroverà in queste affermazioni) assistere a scene di avanzi di cibo che vengono gettati fuori dalle finestre o accese discussioni notturne per i vicoli o dentro gli appartamenti. Sporcizia lasciata un po’ ovunque e appropriazione di aree comuni (androni, sottoscala, cortili) senza aver minimamente chiesto il permesso a nessuno. Per non parlare poi di particolari periodi dell’anno, come in occasione del Ramadan. Non siamo certo noi quelli che vogliono far rinnegare le usanze religiose dei nostri ospiti ma se il loro credo li spinge a dover festeggiare nottetempo (per 30 giorni ininterrotti, solo a partire dal calar del sole fino all’alba), impedendo di riposare a chi la mattina deve andare ‘regolarmente’ a lavorare, ecco, questo no! Non ci trova d’accordo.
Ribadiamo quindi il concetto che l’integrazione è la sola via per risolvere il problema ma questa non è possibile se non c’è condivisione delle regole: affitti regolari, decoro, mantenimento dell’ordine e igiene degli alloggi, differenziazione della spazzatura e corretto conferimento, rispetto della privacy e dalla quiete pubblica.
Per questo chiediamo sin da ora che alle svariate e colorite manifestazioni con finalità di diffusione delle culture etniche, che ci aspettiamo di continuare a vedere sulle bacheche del comune, ci possano essere anche iniziative di controllo e monitoraggio sulle residenze, sul controllo del permesso di soggiorno, su un’intensificazione del controllo del territorio da parte della polizia municipale, richiedendo anche (ove necessario) un appoggio alle forze di Polizia e Carabinieri che per quanto è nelle loro facoltà, già si stanno adoperando nel raccogliere le segnalazioni spontanee dei cittadini.
Consapevoli che nel rispetto, nel decoro e nell’ordine si possa trovare l’unica via del dialogo, da ora e per i prossimi 5 anni non mancheremo di pressare la Giunta affinché cambi direzione sull’argomento.
Alla signora che ha subito il grave malore, ovviamente, va tutto il nostro affetto e i nostri migliori auguri di rimettersi presto, sperando di poter in un futuro prossimo contribuire a rendere S. Croce un paese vivibile come un tempo lo era.
Fonte: "Lista Civica Ricostruiamo Santacroce e Staffoli"
