"In merito all'incendio scoppiato la notte del 3 luglio scorso nello stabilimento Mazzoni Ferro di Terrafino, riteniamo assolutamente necessaria la massima trasparenza e informazione sulle rilevanze, sia precedenti che successive all'evento e sulle conseguenze che esso avrà dal punto di vista ambientale sul territorio, esigiamo dall'amministrazione comunale e le istituzioni tutte che facciano luce sulla situazione dei lavoratori impiegati nello stabilimento come di tutti i lavoratori della zona industriale e cittadini che vi vivono o vi transitano. Non abbiamo capito perché, dopo l'ordinanza del Sindaco, l'unica misura di sicurezza adottata nell'area sia stata quella di non aprire le finestre. Come se le persone, per arrivare al luogo di lavoro o nelle varie aziende del Terrafino, vi giungessero con mezzi protetti dalle polveri inquinanti derivanti dal l'incendio o non lavorassero nei piazzali per movimentare la merce e i materiali di lavorazione. Compresi i cittadini utenti di Publiambiente che i questi giorni sono dovuti andare agli sportelli.
Oltre alle molte incognite che riguardano la situazione critica dei lavoratori dipendenti della ditta Mazzoni. Sono emerse irregolarità dal punto di vista dei rapporti di lavoro? Quali sono i profili lavorativi degli addetti all'interno dello stabilimento? Che tempi sono previsti per la bonifica dell'area? E soprattutto quale sarà il futuro dei lavoratori in questo periodo di messa in sicurezza? Quali i rischi ai quali sono sottoposti dal lavoro che svolgono? Sui giornali hanno riferito di un boato, era un'esplosione? Se invece che alle 4 della notte, fossero avvenuto in orario di lavoro, cosa poteva accadere?
Inoltre, vorremmo che l'amministrazione comunale ci informasse sul piano della protezione civile, fermo – a quanto pare – al 2002. In questi dodici anni sono stati fatti gli aggiornamenti del caso? Di fronte ad accadimenti così gravi, tali da compromettere la salute di migliaia e migliaia di persone, riteniamo necessario che su tale piano vengano profusi i maggiori sforzi possibili".
P.r.c. e P.d.C.I. Empoli
