Votata a maggioranza la risoluzione che esprime l’apprezzamento per l’attività del Garante regionale dei detenuti nel 2013. Astenuti i gruppi dell’opposizione, ad eccezione di Fratelli d’Italia, che ha votato contro.
La risoluzione, che era stata licenziata all’unanimità dalla commissione Affari istituzionali, è stata illustrata dal presidente Marco Manneschi (gruppo Toscana Civica Riformista) che ha citato alcuni dei dati e delle osservazioni sulla nostra regione richiamati nella relazione del Garante, Franco Corleone. Tra questi il calo “ancora modesto” della popolazione detenuta e il degrado strutturale di molti carceri toscani, accanto al contestuale il mancato utilizzo del patrimonio edilizio esistente, “la cui fruizione inciderebbe sensibilmente sul sovraffollamento di alcune strutture”. L’analisi della popolazione detenuta nella nostra regione mostra che il 26 per cento dei detenuti non è in carcere per scontare una pena, ma perché in custodia cautelare (il dato nazionale è del 36 per cento). Si riscontra “un aumento nell’applicazione di misure alternative alla detenzione, dovuto principalmente all’accresciuto ricorso alla detenzione domiciliare, mentre risultano in calo gli affidamenti in prova, misura alternativa dal maggior contenuto trattamentale e risocializzante”.
Anzi, Manneschi ricorda che “le recidive calano in modo vertiginoso con l’affidamento in prova, che si dimostra la strada maestra per aiutare il detenuto a trovare un reinserimento”. Un “punto giustamente sollevato” nella relazione del Garante è quello relativo alla salute, sia in relazione al funzionamento della sanità penitenziaria (passata nel 2008 al Sistema sanitario nazionale), sia per le azioni per la salute dei detenuti tossicodipendenti (protocollo del dicembre 2013 della Regione Toscana, Ministero di Giustizia, Tribunale di sorveglianza di Firenze e Anci Toscana), così come indicato tra gli impegni programmatici indicati da Corleone per il 2014. Un aspetto, quello della salute per chi è costretto in detenzione, che mette in discussione lo stesso principio di uguaglianza dei cittadini, ha ricordato Manneschi.
La risoluzione cita anche la lettera aperta dello scorso aprile sulle condizoni carcerarie in Italia presentata dal Garante toscano nell’introduzione alla relazione, indirizzata in primis al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con la quale si chiede alle autorità nazionali di fare ulteriori passi sul terreno delle riforme legislative (verso la diversificare il sistema sanzionatorio, la depenalizzazione, il cambiento del sistema di gestione delle carceri, e anche per dare una risposta immediata ai pochi bambini ancora rinchiusi insime alle mamme in istituti).
La risoluzione, ha concluso Manneschi, ribadisce l’impegno della Toscana, assunto con la legge del 2009 istitutiva del Garante regionale, per assicurare la finalità rieducativa della pena e il reinserimento sociale dei condannati e, più in generale, l’effettivo godimento di tali diritti all’interno delle strutture restrittive della libertà personale. L’apprezzamento è espresso per l’attività svolta dal garante, prima Alessandro Margara e poi Franco Coroleone.
IL DIBATTITO
Gian Luca Lazzeri (Più Toscana-Nuovo Centrodestra) ha letto “con attenzione” la relazione del Garante dei detenuti, Franco Corleone, riconoscendosi “in molte sue parti”. Il consigliere ha colto “dati e documenti letti in maniera critica e anche politica”, come dove si tratta il tema “del recupero e del reinserimento con grande sensibilità”: “una filosofia che io sposo”. Lazzeri si è detto favorevole al “recupero” della struttura (di proprietà del Ministero) dell’attuale Opg “per la detenzione attenuata di chi è in attesa di giudizio”; ha richiamato l’opportunità della collaborazione avviata tra Garante dei detenuti e quello dell’infanzia, per il dramma dei bambini figli di madri carcerate. Il consigliere ha però annunciato il proprio voto di astensione con riferimento a quanto dichiarato nell’ultima pagina della relazione, dedicata all’incostituzionalità della Fini-Giovanardi: citando i passaggi letterali della relazione di Corleone, Lazzeri ha parlato di “ragionamento ideologico e di parte” con “frasi di una pesantezza anche ingiusta”. La relazione è del “Garante di tutto il Consiglio”, ha aggiunto Lazzeri, e il tema delle droghe pesanti e leggere è oltretutto “un tema che spacca: perché si è manteuto più alto il livello istituzionale?”.
La consigliera Monica Sgherri (FdS-V) ha espresso “sincero apprezzamento” per la relazione e il lavoro svolto dai due garanti (Alessandro Margara e Franco Corleone): “Capisco i toni forti” ha detto riferendosi alle “condizioni inumane in cui i detenuti vivono”; “una delle cause di sovraffollamento e delle condizioni disumane è la legge Fini – Giovanardi”, per cui accanto a quanti sono in attesa di giudizio ci sono coloro che sono detenuti “per reati davvero minori”.
Apprezzamento per la relazione anche dal consigliere Marco Spinelli (Pd), attento a un “problema di fondo”: strutture e sovraffollamento non sono neppure degne di una grande civiltà quale quella storicamente espressa dalla nostra terra. La questione investe anche aspetti sui quali le iniziative non dipendono dalla Toscana, come nel caso della Fini-Giovanardi e come anche per gli interventi sulle strutture. Il consigliere ha esortato a “lasciare da parte le considerazioni di appartenenza”, ringraziando Corleone per “una relazione vera, basata su fatti reali”. Enzo Brogi (Pd) ha citato il problema delle persone in attesa di giudizio, quello “delle gravi condizioni igieniche”, e le condizioni sanitarie: “la Regione può impegnarsi ulteriormente”. Il consigliere ha citato una lettera ricevuta da un detenuto di Sollicciano che deve attendere per avere una vista oncologica di particolare delicatezza; ha ricordato le condizioni di sovraffollamento, il diritto negato alla libertà dei bambini “che se gli chiedi dove abitano rispondo che stanno in carcere”. Accanto a chi “attende lo Stato nazionale, perché in attesa di giudizio” c’è chi è in carcere a causa “del disastro della Fini-Giovanardi”. Brogi ha espresso “totale consenso” a Corleone per la relazione e ha rivolto una sollecitazione affinchè Firenze, capoluogo, proceda alla nomina del Garante tuttora mancante.
Secondo Marco Taradash (Nuovo Centrodestra) è vero che nel nostro Paese il numero dei detenuti è diminuito, ma lo spazio a loro disposizione è ben al di sotto dei limiti di dignità, paragonabile a quello di un animale da allevamento. Un problema, a suo parere, che non si risolve con la costruzione di nuovi carceri, che hanno bisogno di agenti di custodia, e neppure con interventi come quelli di Livorno, dove il nuovo padiglione, costato 26 milioni, non agibile, perché ci piove dentro ed i termosifoni non funzionano. “E’ paradossale che in Italia non ci sia edilizia carceraria – ha rilevato – che non comporti pene per chi la progetta e la realizza”. Taradash ha poi aggiunto che non servono pene più gravi, ma pene più certe, ma soprattutto l’approvazione delle tante proposte già disponibili da tempo. “Occorre una politica che abbia il coraggio della sua autonomia e la forza della sua onestà, nei confronti di tutti i poteri forti – ha concluso – Invece nelle linee guida di riforma della giustizia, neppure mezza pagina è dedicata al tema delle carceri”.
“Non condivido né l’attività del Garante, né la relazione e la sua filosofia” ha dichiarato Giovanni Donzelli (FdI), annunciando il voto contrario. Donzelli ha ricordato che ci sono in carcere bambini da sei anni, senza che il Garante ne abbia mai parlato, forse perché troppo impegnato a scrivere libri o a fare il parlamentare europeo. A suo parere, inoltre, non si risolve il problema delle carceri con l’amnistia e l’indulto, visto che in Toscana si raggiunge il 50% di detenuti in attesa di giudizio, superiore al 33% di media nazionale. “In uno Stato giusto – ha osservato - la soluzione non può essere quella di liberare i condannati e tenere in galera chi aspetta di essere giudicato”. Donzelli ha poi precisato che l’incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi, richiamata nella relazione, deriva dall’avere inserito le norme in una legge diversa da quella relativa agli stupefacenti. “Altro che cambiamento epocale – ha commentato - E’ una brodaglia ideologica”.
Brogi e Spinelli (Pd): “Situazione gravissima, intervenire al più presto”
“L’impegno del garante dei detenuti, Franco Corleone, purtroppo è inversamente proporzionale ai risultati. La situazione nelle nostre carceri è grave, ancora un altissimo numero di persone, resta dentro in attesa di giudizio. Per buona parte dei casi si tratta di persone che se non ci fosse stata la disastrosa Fini-Giovanardi, in carcere neanche ci sarebbero finite. Probabilmente sarebbero passati da altri percorsi, attraverso strutture volte alla riabilitazione per chi ha problemi di tossicodipendenza.
Stiamo parlando di luoghi dove in 14 metri quadrati vivono spesso 4 o 5 persone di età, lingua, cultura, religioni diverse. Siamo troppo deboli nella rieducazione e troppo forti sulla pena: tutto questo è inaccettabile. La notizia dell’ennesimo suicidio a Sollicciano è di soli due giorni fa; inoltre, siamo un Paese dove ancora se a un bambino che ha i genitori detenuti chiedi dove abita, risponde in carcere. In un Paese civile, in una condizioni normale, tutto questo non esisterebbe. Dobbiamo incalzare il governo centrale, ma anche i nostri livelli istituzionale devono fare di più, i primi tagli alla sanità, ad esempio, vengono fatti proprio nelle carceri” – dichiara Enzo Brogi, consigliere regionale Pd.
“Dobbiamo fare di tutto affinché questa situazione possa essere superata quanto prima; è necessario che ogni livello istituzionale, a partire dal nostro, faccia il possibile perché le condizioni in cui vertono i nostri istituti penitenziari sono indegne per un Paese civile. In diversi casi le amministrazioni penitenziarie hanno cercato di migliorare le proprie strutture, ma è evidente che anche questo sforzo non è sufficiente. E i numeri che ci arrivano dalla relazione del garante purtroppo ce lo confermano. Sappiamo bene che buona parte di questa situazione è stata provocata dagli effetti della Fini- Giovanardi, della quale nonostante la dichiarazione di incostituzionalità, persistono i danni; quindi facciamo in modo di intervenire quanto prima perché si possa finalmente voltare pagina”– dichiara Marco Spinelli consigliere regionale Pd.
Sgherri:”relazione e risoluzione pienamente condivisibili. Toni forti giustificati dalla condizione drammatica delle carceri”
Relazione garante delle persone con restrizione della libertà oggi in aula. “Una relazione pienamente condivisibile, così come la risoluzione collegata. Una relazione che segnala il grande lavoro dell’attuale Garante, che ha raccolto l’eredità di una figura rilevante come Margara. A differenza di altri consiglieri penso che i toni “forti” che la relazione in alcuni passaggi contiene siano pienamente comprensibili alla luce della condizione drammatica nella quale si trovano i detenuti”. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di “FdS” in Regione - . Sovraffollamento, impossibilità di svolgere attività lavorative, strutture spesso fatiscenti, ecc. che hanno portato nel recente passato anche a una condanna all’Italia da parte dell’UE è una condizione che chi - io fra questi – ha fatto frequenti (mai abbastanza) visite per rendersi conto della condizione carceraria ha certamente potuto toccare con mano. E non si può far finta che fra le cause di questo sovraffollamento non vi siano leggi come la Fini Giovanardi, che quindi deve avere la doverosa condanna per gli effetti nefasti – oltre che sbagliati in punta di diritto – che ha avuto e purtroppo continua ad avere.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
