«Occorre fare chiarezza sul futuro della nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Da una parte la Giunta regionale respinge l’osservazione di ENAC sulla necessità di una pista lunga 2400m, dall’altra l’Agenzia indica che senza una pista di tale lunghezza non è possibile realizzare alcun progetto.
Su questo punto è necessaria chiarezza, la maggioranza e la Giunta regionale non continuino a mentire ai cittadini toscani». È questa la richiesta emersa da un incontro tra il Gruppo consiliare regionale del Nuovo Centrodestra, il Coordinatore regionale del Partito On. Gabriele Toccafondi e i rappresentanti di NCD delle città toscane interessate.
«A seguito delle osservazioni emerse da parte di ENAC, in merito alla non adeguatezza di una pista da 2000m per garantire la sicurezza dell’infrastruttura, così come proposta e inserita nel PIT dalla Giunta regionale di Enrico Rossi, chiediamo a gran voce un’audizione in Commissione Sesta dei vertici di ENAC e di ADF per definire, una volta per tutte, quale pista sarà possibile realizzare per lo scalo di Peretola».
Questo è quanto emerge da una nota espressa dai vertici del Nuovo Centrodestra toscano, che chiedono chiarezza sulla contraddizione emersa tra la posizione di ENAC e della Giunta regionale.
«Se ENAC non accetta la proposta della Regione Toscana, tutto quello fatto fino ad ora - chiedono gli esponenti di NCD - è solo uno spot elettorale per Rossi o, peggio ancora, una beffa ai danni dei toscani? In caso ENAC non reputasse congrua la pista da 2000m, il lavoro fino ad oggi svolto e sul quale la Giunta chiede un voto in Aula è stato inutile?».
A questo dubbio, a cui occorre dare rapidamente una risposta definitiva, si collega strettamente un’altra questione stringente, sostengono il Capogruppo Alberto Magnolfi e i suoi colleghi, ovvero «la necessità di un chiarimento da parte della società di gestione dell’aeroporto, il cui asset è adesso quasi interamente privato, riguardo alla sostenibilità delle spese di investimento.
La “nuova” proprietà come intende muoversi in questo scenario che rischia di vedere limitata la competitività dello scalo fiorentino? La politica e il consiglio regionale hanno il dovere di ascoltare le parti alla luce delle discordanze emerse e definire in modo inequivocabile le soluzioni che garantiscano compatibilità ambientale e necessità di sviluppo di un comparto economico e infrastrutturale così importante per la Toscana».
Fonte: Ufficio Stampa
