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A Palazzo Vecchio la consegna dei Fiorini d’oro al cardinal Betori, l’iman Izzedin Elzir e il rabbino Joseph Levi. Alle 22 i fochi di San Giovanni

La consegna del fiorino d'oro

La consegna del fiorino d'oro

“Da Firenze lanciamo un appello forte: mai più uomini e donne devono essere privati della libertà o della vita per la loro cultura, la loro etnia, il loro credo religioso”. E’ questo il messaggio del sindaco Dario Nardella, che oggi a Palazzo Vecchio ha consegnato i Fiorini d’oro, massima onorificenza della città, ad altrettante autorità e istituzioni fiorentine e in particolare ai tre rappresentanti delle religioni monoteiste, il cardinale Giuseppe Betori, l’iman Izzedin Elzir e il rabbino Joseph Levi. Gli altri insigniti sono la fondazione Angeli del bello e l’Accademia delle arti e del disegno. La consegna dei Fiorini d’oro si è svolta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio in occasione di San Giovanni, patrono di Firenze.

“Come amava definirla il sindaco Giorgio La Pira – ha detto Nardella – Firenze è una ‘seconda Gerusalemme’, una città della pace e del dialogo. Oggi rinnoviamo simbolicamente questa tradizione di incontro tra culture diverse, consegnando questi tre Fiorini a tre rappresentanti della pace e del dialogo tra religioni. Il Fiorino a ciascuno di voi è un ringraziamento e una sollecitazione ad andare avanti vincendo egoismi e intolleranze. Firenze vi dice grazie dal profondo del cuore”.

Per gli Angeli del Bello ha ricevuto l’onorificenza il presidente Giorgio Moretti. “E’ un’esperienza straordinaria di civismo – ha detto Nardella – che speriamo si allarghi anche oltre i confini comunali”. Nel consegnare poi il Fiorino al presidente dell’Accademia delle arti e del disegno Luigi Zangheri Nardella ha ricordato come quest’anno cada il 450/o anniversario della morte di Michelangelo e l’impegno dell’Accademia nella difesa del patrimonio culturale e nella formazione dei giovani “terreno nel quale investire sempre di più”.

La giornata dedicata al patrono è iniziata alle 9 con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina (con oltre 100 figuranti) e il Corteo della Società di San Giovanni; a seguire al Battistero alle 10 la tradizionale offerta dei ceri da parte del sindaco al cardinale Betori e la messa in Duomo. A mezzogiorno c’è stata l’apertura del nuovo Museo Novecento, per l’occasione gratuito per i cittadini. In serata, alle 19.30, al Teatro dell’Opera si esibiranno i Berliner Philharmoniker, guidati da Gustavo Dudamel. Alle 20.30 sul lungarno della Zecca Vecchia si esibirà la banda della polizia di Stato, che precederà il tradizionale spettacolo pirotecnico dei ‘Fochi di San Giovanni’ (ore 22), organizzato dalla società di San Giovanni Battista e patrocinato dal Comune di Firenze.

Di seguito le parole di ringraziamento del Cardinal Betori

“Ringrazio il sindaco e tutta la città di Firenze. Questo per me, più che un riconoscimento, rappresenta non dico un onere, ma un impegno. Il riconoscimento lo sento più dato a quel che oggi rappresento, ma meritato più dai miei predecessori; uno tra tutti è presente qui con il suo spirito, il cardinale Elia Dalla Costa, per tutto quello che ha fatto per la comunità ebraica di Firenze – ha detto, nel suo discorso a braccio nel Salone dei Cinquecento, il card. Betori in occasione del conferimento del Fiorino d’Oro.

Qualcosa abbiamo fatto anche noi tre, quando questa città ha vissuto la vicenda terribile della morte dei due giovani senegalesi. La nostra amicizia, con Izzedin e Rav Levi, credo sia stato un contributo alla pacificazione della città, e al modo maturo con cui la città si è posta davanti a quel momento di grave crisi.

Ritengo che questo Fiorino sia un Fiorino del dialogo tra le religioni, ma anche del dialogo in se stesso. Il dialogo è una delle caratteristiche fondamentali di questa città: lo abbiamo dimostrato in tutto il ‘900, Firenze è riuscita ad affrontare il dramma della guerra perché qui c’erano persone di dialogo – penso al predecessore del Rav, Rav Cassuto.  Ma credo che dobbiamo andare anche molto più indietro: sto sempre più riflettendo su quello che è stato l’Umanesimo ed il Rinascimento per Firenze e per il mondo. Lì c’è una componente di dialogo senza la quale il Rinascimento non sarebbe mai accaduto. E quando Oriente ed Occidente si incontrarono qui a Firenze in un tentativo, ahimè non giunto a buon termine, di una ricomposizione del mondo cristiano (il Concilio di Firenze ndr), fu un momento di riconoscimento culturale e religioso che portò dentro al patrimonio della cultura fiorentina la ricchezza del patrimonio dell’Oriente. Fu la riscoperta di un mondo che fino a quel momento era rimasto chiuso. Quel dialogo è fondamentale, come ovviamente è fondamentale il dialogo tra lo spirito religioso e lo spirito dell’antichità su cui appunto il Rinascimento si fonda - ha concluso l’Arcivescovo. Senza dialogo tra il presente ed il passato, senza il dialogo tra mondi diversi, tra religioni diverse, non ci sarebbe Firenze, non ci sarebbe la nostra cultura. Per questo considero il Fiorino un riconoscimento che mi impegna: devo essere sempre più fiorentino e cercherò di farlo”.

La consegna del fiorino d'oro

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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