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Segnali di risveglio nell'economia agricola, la CIA: "Cresce l'attenzione alla filiera corta nei consumatori"

foto d'archivio

I segnali sono positivi, ed è anche attesa una buona annata pei prodotti principali del territorio. Ci sono buone prospettive per il pomodoro, ed è andata bene anche per il carciofo e si prevede una buona annata per tutto l’ortofrutta e il vitivinicolo che ha un ruolo cardine nell’economia locale. Sul territorio viene coltivata anche la colza per biodisel. Oggi sono circa 700 gli ettari. Il colza è la coltura che ha preso il posto della barbabietola da zucchero non più coltivata dopo la chiusura dello zuccherificio di Castiglion Fiorentino.

Anche se negli ultimi due anni è tornatala coltivazione della barbabietola. L’agricoltura mostra segni importanti di risveglio. Lo sottolinea la Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Pisa. «Tra i cittadini matura la consapevolezza di quanto sia fondamentale scegliere oculatamente ciò che si mangia e preferire prodotti sani e del territorio e questo produce effetti positivi anche sul reddito degli agricoltori — dice il direttore Stefano Berti —. Ci sono settori che trainano come l’export nel settore vitivinicolo. Chiaramente non tutto il nostro vino viene esportato, ma anche il mercato locale trae benefici da questo trend».

«L’OLIO extravergine locale e di qualità, ad esempio, è sempre più richiesto sulle nostre tavole — prosegue la nota —. Ormai si è capito che l’incidenza sulla spesa per ogni pasto tra l’usare un olio a basso costo, rispetto ad un olio di qualità delle nostre colline è pressoché irrilevante, senza considerare gli effetti benefici sulla nostra salute, sull’ambiente che ci circonda e sull’economia locale». I cerealicoltori — coltura importante in provincia di Pisa — sono reduci da un 2013 particolarmente negativo. Produzione ridotta, qualità mediamente non eccelsa, mercato in flessione. Anche l’annata in corso non era partita sotto i migliori auspici viste le piogge persistenti dopo le semine. Da ora fino alla trebbiatura ci sarà il periodo più delicato e la speranza è quella che le condizioni atmosferiche risultino favorevoli a determinare una buona annata. Gli allevamenti continuano nel trend negativo riducendosi nel numero assoluto e nel numero dei capi».

Fonte: CIA

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