“E così, finito il periodo elettorale, il Premier Renzi, per tentare di rispettare i tempi dei suoi annunci e delle sue promesse, tempi che a dire il vero sarebbero già scaduti da due giorni, decide sulle riforme istituzionali di cancellare d’imperio ogni dibattito parlamentare, facendo rimuovere dalla Commissione Affari Costituzionali il suo compagno di partito Corradino Mineo, reo di non essere allineato alla sua visione”.
“Renzi ha sempre dichiarato, anche per giustificare i suoi giri di valzer con Berlusconi, di voler fare le riforme con le minoranze, ma oggi mostra ancora una volta il suo carattere antidemocratico, di uomo solo al comando”. “Voglio ricordare che nessun parlamentare ha il vincolo di mandato e sulle questioni costituzionali non ci possono essere forzature del Governo: solidarietà piena quindi a Mineo e ai tredici senatori del Pd autosospesi dal gruppo parlamentare”.
“La proposta Renzi di trasformare il Senato in una “Camera delle autonomie” non elettiva mi vede decisamente contrario: sono da sempre del parere di superare il bicameralismo perfetto, magari anche di abolire tout court il Senato, però se si fa una sola Camera, allora ne aumentiamo i poteri di controllo sul Governo e si fa una legge elettorale che rappresenti democraticamente tutte le forze politiche, oppure se manteniamo il Senato come dice Renzi, allora diventi un organo realmente federale, magari ridotto nei numeri, ma sicuramente elettivo” .
“In Toscana per esempio si è già deciso di ridurre a quaranta il numero dei Consiglieri, contraendo, di fatto, la rappresentatività democratica: questi, che noi vogliamo eletti con le preferenze e senza listini bloccati, dovranno lavorare per il territorio regionale e non mandati a Roma a rispondere degli equilibri di Governo” - conclude Romanelli.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
