A due giorni di distanza dal ballottaggio, siamo lieti di constatare che il neosindaco di Certaldo abbia corretto il tiro sulle primissime dichiarazioni rilasciate a termine dello scrutinio. Molte persone, al di là dell’appartenenza politica, sono rimaste perplesse dall’euforia eccessiva con cui è stato vissuto l’esito elettorale. Il “risultato evidente”, definito poi più correttamente “vittoria di misura”, avrebbe suggerito di festeggiare con moderazione e rispetto. Tralasciando gli astenuti, infatti, i numeri parlano di un paese tranciato a metà dove l’interpretazione “pro PD” e “anti PD” è falsa, oltreché limitativa. Domenica, tra bandiere e festeggiamenti comprensibili ma non condivisibili, abbiamo sentito frasi del genere “Contro tutto e contro tutti” che più si confanno ad un clima calcistico, seppur di basso profilo, piuttosto che alla Politica. La sensazione comune è che si vada ancor più verso un isolamento granitico della forza politica di governo, piuttosto che in direzione di una quella discontinuità declamata. Lo stesso partito ha ottenuto il 64% delle preferenze alle europee e prevalso per un pugno di voti alle amministrative. Una ragione che spieghi lo scollamento, questo sì evidente, ci dovrà pur essere e pertanto invitiamo la classe dirigente democratica locale ad una profonda riflessione.
Adesso, come tutta la cittadinanza, ci attendiamo di vedere nel concreto quel cambio di passo, di cui tanto si è parlato in campagna elettorale, già a partire dalla squadra di governo. Una giunta caratterizzata dall'indiscussa e provata capacità dei singoli assessori sulla base di competenze ed esperienze sarebbe un buon biglietto da visita per marcare la discontinuità. Se invece si preferisse la solita ripartizione delle cariche su base squisitamente politica, perderemmo ancora una volta l’opportunità d’intercettare quel cambiamento radicale di cui abbiamo un estremo bisogno.
Un ulteriore passo importante verso la ricucitura del tessuto cittadino sarebbe quello di assegnare la Presidenza del Consiglio alle opposizioni. Questo non solo garantirebbe un maggiore coinvolgimento nell’azione amministrativa delle minoranze, ma darebbe anche un messaggio importante e di rispetto a quel 47% di cittadini che l’8 di Giugno non hanno scelto Cucini.
“Il risultato elettorale è stato evidente: il paese è diviso in due e [adesso] spetta al vincitore (seppur di misura), fare il primo passo per segnare la discontinuità.”
Fonte: MoVimento 5 Stelle Certaldo
