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Il comitato di Gavinana: "Una storia che conferma come la nostra battaglia deve continuare"

Un'iniziativa del comitato di Gavinana

Il Comitato 21 marzo ha inviato questo comunicato sulla sanità di Gavinana

Al di là delle belle parole dei soliti “imbonitori” di turno (dai Rossi e Marroni vari), con questa pubblicazione pervenutaci dal diretto interessato si conferma che la “battaglia di Gavinana” per la sanità pubblica è GIUSTA e quindi CONTINUA!

“Ho chiamato il 4 Giugno scorso per richiedere la prenotazione di un ECG, Eco cardiogramma e relativa visita per i giorni precedenti al mio prossimo controllo fissato per il 25 di Settembre (tra 4 mesi) e la risposta è stata: “ Spiacente ma per ora ho disponibilità soltanto per la metà di Novembre al presidio di Pelago”(abito in zona Firenze ovest e Pelago è oltre Pontassieve a Firenze sud circa 35 Km.) non dalla parte opposta della città ma addirittura in provincia e due mesi dopo i tempi richiesti dal Centro trapianti. “

Le belle parole non tutelano la salute

Ho ricevuto un trapianto di fegato presso il Centro di chirurgia epatica di Pisa nel febbraio del 2006,
uno dei centri di alta specializzazione dove opera del personale medico e para-medico meraviglioso a cui va tutta la mia stima e riconoscenza soprattutto per il valore UMANO prima ancora che per quello professionale.
Grazie ancora per avermi restituito una NUOVA vita.
Chiedo a voi se vale la pena di tutelare e salvaguardare il meraviglioso lavoro svolto da queste persone ma soprattutto se le vite “recuperate” da queste persone sia da tutelare?
Il cammino successivo ad un trapianto d’organo è lungo e faticoso, necessita di un costante monitoraggio attraverso esami diagnostici,strumentali ed ematici.
Mi ritengo fortunato, la mia situazione di salute oggi è buona, eseguo una visita di controllo annualmente presso il Centro Trapianti di Pisa che mi rilascia una sorta di programma di esami che devo eseguire periodicamente; ed è qui che nascono i problemi appunto: prenotare attraverso il CUP cittadino questi esami QUANDO SERVONO.
Ormai questa “Odissea” si ripete da circa 4/5 anni.
Succede che ci si debba premunire di richieste specifiche dal medico di famiglia (sei diverse nel mio caso) e con tanta pazienza si provi a chiamare il centro di prenotazione.
Il personale del call center è estremamente cortese e sensibile alle problematiche ma totalmente impotente rispetto alla FARRAGINOSA MACCHINA burocratica che ancora una volta si dimostra efficace soltanto per scoraggiare il cittadino a prendersi cura della propria salute.
Ho chiamato il 4 Giugno scorso per richiedere la prenotazione di un ECG, Eco cardiogramma e relativa visita per i giorni precedenti al mio prossimo controllo fissato per il 25 di Settembre (tra 4 mesi) e la risposta è stata: “ Spiacente ma per ora ho disponibilità soltanto per la metà di Novembre al presidio di Pelago”(abito in zona Firenze ovest e Pelago è oltre Pontassieve a Firenze sud circa 35 Km.) non dalla parte opposta della città ma addirittura in provincia e due mesi dopo i tempi richiesti dal Centro trapianti.
Fermo restando che privatamente i tempi si riducono ad UNA SETTIMANA ma con il costo approssimativo di 160€ (per il solo esame e visita cardiologica!), per un pensionato che ne percepisce 900 al mese è cosa improponibile da sostenere.
Questa non è tutela della salute pubblica!
La riorganizzazione del sistema sanitario avviato dalla Regione in questi ultimi anni stà mettendo a rischio il basilare diritto alle cure per i cittadini.
Ancora una volta ne fanno le spese le categorie più deboli, cioè tutti coloro affetti da patologie croniche e disabili che necessitano di costanti attenzioni e controlli.
Nei piani sanitari varati dalla Regione si parla di “presa in carico dei pazienti”, di “Sanità di iniziativa centrata sulla persona”, di “istituzione di altre organizzazioni funzionali dedicate, tra cui le patologie croniche, in cui i servizi sanitari devono accompagnare gli individui per un grande numero di anni”, addirittura si scrive che “la sfida dei prossimi anni di vigenza del piano, consiste nel riuscire a prendere in carico il cittadino indirizzandolo e organizzando per lui in maniera semplice tutto ciò di cui c’è bisogno per definire diagnosi e cure e presa in carico dei servizi socio-sanitari, in un tempo ragionevole e in luoghi adeguati”.

Queste sono solo alcune delle PAROLE VUOTE spese a tutela della SALUTE dei Cittadini; parole vuote di contenuti che servono a riempire la bocca dei politici locali, ad uso mediatico per l’Assessore alla Salute che probabilmente non ha MAI avuto la necessità di prenotarsi esami tramite il CUP cittadino, forse il suo “status” gli permette corsie preferenziali o di usufruire di quella efficientissima sanità privata a cui lui stesso esternalizza servizi pubblici, accessibile solo per chi ha stipendi “d’elite” come il suo.

Il valore della vita umana per VOI Amministratori è ormai questione soltanto economica!

Se l’ignoranza in materia sanitaria da parte dei politici che ne determinano le scelte è almeno comprensibile, NON lo è l’INCAPACITA’ gestionale e organizzativa che i BUROCRATI DIRIGENTI Sanitari dimostrano nei fatti; carriera personale e sudditanza alle scelte politiche vanno oltre ogni principio etico e morale e poco hanno a che fare con la tutela della salute.

Cari Dirigenti Sanitari, prima che Burocrati “sareste” dei Medici, ma con il vostro comportamento venite meno anche al “giuramento professionale” che vi ha portato a quella poltrona, con le vostre azioni gettate discredito su tutta la categoria degli Operatori Sanitari alla quale non siete più degni di appartenere.

Come Giuda avete sepolto le vostre coscienze e venduto la vostra anima per pochi denari.

Un cartello di protesta contro Enrico Rossi

Fonte: Comitato 21 marzo

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