gonews.it

Mugnai (Forza Italia): "Quando il processo Forteto sarà chiuso occorrerà capire perché è potuto succedere"

Stefano Mugnai

Il consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai ha diffuso questa dichiarazione su facebook sulla vicenda de Il Forteto.

Istanze di ricusazione, deposizioni degli imputati al limite dello sberleffo… c’era una debolezza che quasi dava allo stomaco, tanto ha trasceso a tratti finanche il senso del ridicolo, nella prima giornata di interrogatori degli imputati a processo per gli abusi sui minori all’interno del Forteto. Le istanze verranno valutate. Le sentenze, come altre volte in passato, verranno emesse. Io sono fiducioso che renderanno giustizia terrena ai ragazzi che hanno visto compromesse le loro infanzie e, con esse, le loro vite. Ci aspettiamo il riscatto. Lo chiedono le coscienze mia e di tutti gli altri cittadini che seguono con sgomento questa vicenda giudiziaria così come noi con sgomento, in commissione d’inchiesta, abbiamo ascoltato le testimonianze delle vittime; tante, gravi, univoche e concordanti.

Dopo, però, si dovrà per forza aprire una nuova pagina. Dopo toccherà ad altri raccontare fino in fondo cosa sia stato davvero il Forteto, e come e perché lì dentro sia stato consentito di reiterare – per trent’anni e nonostante due sentenze di condanna passate in giudicato per reati specifici – i comportamenti oggetto adesso di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria. Dopo le vittime, dopo i carnefici; poi, dopo, si dovrà andare oltre e avere il coraggio, la libertà di spirito di dare un colpo d’ala fuori dalle gabbie dell’ideologia per spiegare perché il Forteto godesse di così tanto credito morale e di così consistente sostegno da parte di un segmento importante delle istituzioni toscane.

Non sarà leggera, questa pagina, per chi dovrà scriverla. Senza questo epilogo, però, la sentenza che arriverà non darà frutto, non produrrà cambiamento. Rimarrà, come le altre due, un cameo nero entro una storia di millantata redenzione e magari – senza quella pagina lì, proprio quella – al Forteto arriveranno altri bambini da picchiare, da violare, da incrinare affettivamente ed emotivamente, da spingere contro natura, da educare in una scala di valori capovolta. Bambini. Ultimi fra gli ultimi perché addirittura privi di una famiglia che potesse difenderli compiutamente dal “russare” di un Profeta farlocco che ha lasciato l’eco del suo ronchiare nell’anima di tanti innocenti. Per non parlare dei lividi neri, quelli veri, che ormai l’occhio non vede ma che il cuore duole lo stesso.

No. Ora basta. Che non accada più. Perché non accada più, dopo le sentenze dovranno arrivare le ammissioni – e magari anche le scuse – di chi anche in buona fede però ha avallato quel ‘sistema Forteto’ emerso nella relazione finale della commissione d’inchiesta e che oggi agghiaccia dai banchi del tribunale. L’imputato sentito ieri, tra una grossolanità smargiassa e l’altra, l’ha detto: «Sapevano perfettamente chi eravamo e ci mandavano i bambini».

Questo è ciò che fa la differenza fra una tragica storia lunga trent’anni di abusi su minori, tra violenze e sfruttamento, ma che resta ancorata alla cronaca, e invece l’esistenza di vero e proprio ‘sistema Forteto’ che ha coinvolto le istituzioni. Questa è la storia di un collasso istituzionale. E’ accaduto qui, nella nostra bella amata e civile Toscana. E’ accaduto nella coperta calduccia di una distorsione ideale. Che va ammessa, oggettivata, affidata alla storia e quindi superata. Perché non si ripeta.

Fonte: Stefano Mugnai

Exit mobile version