Proprio oggi, sabato 7 giugno, sono terminate le scuole per tanti bambini e ragazzi. Quali possono essere i consigli da fornire ai genitori per un'estate comunque utile e formativa per i propri figli?
Ad approfondire la questione è Conny Leporatti, Psicologa e Psicoterapeuta di Empoli.
“Innanzitutto – spiega Leporatti - da una parte bisogna godersi la fine dell'anno scolastico, dall'altra è necessario incoraggiare i propri figli, al di là dei risultati che possono aver ottenuto. È importante riflettere comunque insieme sulle eventuali difficoltà, in modo specifico se i ragazzi arrivano ogni anno con fatica alla fine dell'anno scolastico, e quindi sul fatto che possa esserci un metodo di studio non corretto, oppure alla possibilità per cui possa esserci una difficoltà di apprendimento o addirittura un disturbo ma, se di disturbo si tratta, magari è emerso già in corso di anno”.
Quali sono questi consigli, le possibili soluzioni?
“Innanzitutto i referenti sono sempre e comunque gli insegnanti, perché l'insegnante non soltanto ha in mente in modo chiaro la condizione dei nostri figli a scuola ma ha anche modo di compararne i risultati con un gruppo classe. Quindi, oltre all'occhio clinico dell'insegnante e all'esperienza spesso pluriennale si unisce anche la possibilità di inquadrare in una dinamica di gruppo la situazione dei nostri figli, quindi essenzialmente parlare con i docenti. Altra cosa, per esempio, è pensare di analizzare nel dettaglio il metodo di studio dei nostri figli e, se del caso, fare un lavoro di potenziamento delle capacità di studio, e quindi di apprendimento, o fare un'indagine su un'eventuale difficoltà o disturbo di apprendimento, disgrafia, dislessia o discalculia”.
Quindi lei consiglia di affidarsi ad uno specialista o ad una struttura?
“Su indicazione delle insegnanti o del pediatra. Nel senso che magari il genitore è preoccupato ma, se ne parla con l'insegnante questo lo rassicura, se invece è il docente a manifestare delle preoccupazioni ai genitori allora è sempre il caso di considerarle. Sicuramente il pediatra è un'ottima figura di riferimento e sicuramente una struttura che si occupa di valutazioni in questo campo ed anche magari di potenziamento degli apprendimenti è una buona cosa”.
Ci consigli la sua struttura a questo punto.
“Questo non mi riesce molto bene! Per informazione però posso dire che sì, effettivamente il Centro Co.Me.Te. è un Centro Ambulatoriale Accreditato dalla Regione Toscana e quindi si occupa di valutazioni, e le diagnosi che il Centro elabora sono equiparate a quelle della Asl.
Pertanto, se viene rilevato un disturbo dell'apprendimento la diagnosi, la certificazione ed il piano riabilitativo, può essere speso a scuola. Un'altra cosa che il Centro Co.Me.Te. fa, per esempio, nel periodo estivo è un doposcuola specialistico di supporto, sia in funzione del potenziamento dell'apprendimento e del metodo di studio, utilizzando anche modalità abbastanza gradevoli per i ragazzi come PC, iPad, Tablet e software di vario genere, sia utilizzando il gruppo dei pari, facendo magari gruppi misti, 6-14 anni, naturalmente suddivisi per età.
Altra cosa che il Centro Co.Me.TE. fa nel periodo estivo sono gruppi di supporto all'apprendimento specifici per chi ha un disturbo quindi un problema di dislessia, disgrafia e discalculia”.
Qui si parla sempre di problemi, giustamente, ma per chi invece va bene a scuola c'è sempre modo di migliorare o, come dire, perfezionare un metodo di studio?
“Certamente sì, infatti il primo evento di cui parlavo, questi gruppi di potenziamento dell'apprendimento sono rivolti proprio agli alunni normodotati, privi di difficoltà. Qui è utile precisare che chi ha un disturbo dell'apprendimento è sempre un alunno normodotato, un alunno intelligente, in quanto non ha nessun tipo di patologia dal punto di vista psicologico intellettivo, bensì ha un disturbo specifico. Comunque, a prescindere, per tutti i ragazzi delle scuole medie e medie superiori che anche sono stati promossi, o che comunque apprendono senza particolari difficoltà, fare un lavoro di potenziamento dell'apprendimento e di approfondimento sul metodo di studio in genere è buona cosa. Per esperienza sappiamo che un buon metodo di apprendimento e di studio acquisito fin dai primi anni della scuola elementare è poi un modo per avere una carriera scolastica, non solo senza difficoltà ma anche, in genere, gratificata da diversi successi”.
Infine focalizziamo i target di cui abbiamo parlato. Che età hanno i bambini su cui abbiamo zommato in questa intervista?
“I bimbi vanno sicuramente dai 6 anni in su, quindi stiamo parlando dell'età della scuola elementare e media, nella fascia 11-13, e poi anche i gruppi per alunni della scuola media superiore, quindi sostanzialmente 14-18 anni dove si lavora per potenziare la capacità di apprendimento, favorendo l'acquisizione di un metodo di studio specifico in base all'età ed alle materie. Il tutto naturalmente con il supporto di Tablet, iPad e software graditi ai ragazzi. La stessa suddivisione per età vale anche per chi ha disturbi specifici dell'apprendimento, e quindi scuola dell'infanzia, scuola media di primo grado e scuola media superiore, di secondo grado".
Infine, cosa incide sul successo scolastico di uno studente?
“Indubbiamente il rapporto che ha con la scuola e che la sua famiglia ha con la scuola, ma essenzialmente l'autostima di cui lo studente può godere, e l'autostima si struttura su tanti aspetti. Innanzitutto su risultati scolastici quanto meno nella norma fino dall'inizio della frequentazione della scuola, poi su risultati scolastici adeguati rispetto alla quantità di energia e di tempo investito nello studio, ed infine su che tipo di immagine di se viene rimandata dai genitori, dagli insegnanti e dai compagni di classe. Se a un bimbo si dice “sei bravo”, “guarda come sei stato capace” e non solo “magari la prossima volta sarai capace di fare meglio”, è sicuramente meglio che dirgli “hum, non mi piace quello che hai fatto potevi fare anche meglio, la prossima volta fallo”. Questi sono gli aspetti che fin dall'inizio possono giocare sullo sviluppo di un'autostima adeguata in qualità di alunno e poi di studente, e quindi avere un aspetto positivo sull'apprendimento”.
