Le nuove dichiarazioni di Riggio, Presidente Enac, confermano le nostre preoccupazioni ed i dubbi sul modo in cui si sta procedendo nella vicenda del sistema aeroportuale toscano.
Nelle sue dichiarazioni Riggio riafferma che la pista di Peretola dovrà essere di 2400 metri, rivendicando il fatto che la scelta finale sulla lunghezza, al di là degli atti di programmazione locale come il Pit, spetterà a Roma perché “supera le valutazioni di carattere locale” in nome di un preminente interesse nazionale.
Questo dovrebbe spingere ad accettare la nostra proposta di approvare il Pit con il suo contenuto originario della pista a 2mila metri, poi successivamente siglare un accordo con le autorità di governo, Enac compreso, con l'obiettivo di mettere nero su bianco anche a quel livello gli impegni contenuti negli atti di programmazione regionale.
Senza questo, come è evidente dalle ennesime dichiarazioni in questo senso fatte da Riggio, Pisa non potrà che essere cannibalizzata da un aeroporto gemello a pochi chilometri di distanza.
Inoltre si riconfermano le nostre perplessità sul modo in cui si è deciso di far naugfragare il progetto della holding degli aeroporti regionali, per una privatizzazione, decisa unilateralmente dalla Regione, in cui si affida al privato e al mercato il compito di integrare i due scali. A nostro avviso c'è il tempo ancora per evitare una decisione sbagliata, per coordinare una iniziativa nei confronti del privato tra tutti i soci pubblici dopo aver messo nero su bianco le garanzie che Pisa chiede e che in tanti, a parole, dicono di condividere.
Francesco Nocchi, segretario Pd provinciale Pisa
Andrea Ferrante, segretario unione comunale Pisa Pd
