Rolando Terreni dell'associazione 'In nome dei diritti Onlus' di Empoli ha scritto alla Fondazione Dopo di Noi relativamente al nuovo servizio attivato per i disabili.
Secondo il suo parere sono ulteriori le situazioni a cui deve pensare tale ente e le elenca nella sua lettera che di seguito pubblichiamo.
"In merito all’articolo pubblicato sul quotidianogonews.itdel 29 maggio 2014, qui seguito riportato:
“La Fondazione Dopo di Noi ha attivato uno sportello di ascolto per la consulenza in ambito giuridico presso la propria sede, nei locali della Casa della Salute “S. Andrea”, in via San Mamante 44 a Empoli (centro commerciale di via Sanzio. A illustrarlo stamani, giovedì 29 maggio, al centro direzionale dell’Asl 11, il presidente della Fondazione Luigi Lotti. Con lui anche il direttore generale dell’Asl 11 Monica Piovi, la dottoressa in servizi sociali e volontaria Erica Falaschi, i legali Rossella Romoli e Claudia Lami oltre ad Alessandro Fornaciari della Cooperativa Colori. La nascita dello sportello si deve a due principali finalità: dare informazioni su tutto ciò che riguarda la protezione giuridica dei soggetti in condizione di fragilità, in particolare sulla figura dell’amministratore di sostegno; fornire un supporto agli amministratori di sostegno (familiari o privati) per gli atti che devono essere compiuti nel rispetto del decreto di nomina (la relazione e il rendiconto annuale, il consenso informato e la gestione patrimoniale).”
Vi comunico quanto segue:
Nell’apprezzare tutto quanto viene fatto per i disabili e le loro famiglie, mi permetto rilevare, in quanto diretto interessato alla fondazione dopo di noi, che ai disabili, che hanno perso i genitori, e hanno bisogno di assistenza in strutture “ protette “ serve altro e non solo un punto di ascolto e/o di consulenza giuridica.
Hanno bisogno di una struttura di riferimento che possa assisterli sia “ durante il giorno che durante la notte”, sia in luoghi di cura che in altre circostanze della vita. Ritengo che sostituire la famiglia così come è concepito in questo momento ( centri diurni e notturni alternativi ) non sia una soluzione che giova a soggetti quasi tutti non-autosufficenti. Gli addetti ai lavori sanno benissimo che quando (purtroppo) i disabili saranno soli, la frequenza per il giorno ai centri diurni e per la notte ai centri notturni per il riposo, sono uno “ spezzatino “ dispendioso in termini di personale e di strutture ( i disabili nella zona empolese-valdelsa sono circa 900 unità ).
Occorre che la Fondazione realizzi adeguate strutture e servizi, PER LA PRESA IN CARICO DEL DISABILE CHE SI RIVOLGE ALLA FONDAZIONE "
Presa in carico" che significa: assunzione di responsabilità da parte degli enti pubblici; progetto globale di vita; Mantenimento e sviluppo della persona con disabilità nel proprio contesto familiare e sociale OVE POSSIBILE; QUINDI UNA STRUTTURA RESIDENZIALE E RIABILITATIVA CHE ASSICURI QUESTI SERVIZI:
- una ricettività riservata a persone con gravi disabilità ( vedi fondazioni ANFASS – Don gnocchi – eccetera ) CHE GARANTISCA:
- assistenza tutelare diurna e notturna.
- assistenza medica, infermieristica, farmaceutica e specialistica nella misura e con le modalità previste dalla normativa nazionale e regionale
- attività riabilitative, RICREATIVE, eccetera.
- attività di assistenza all'ospite per le funzioni quotidiane: vestizione, assunzione dei cibo, necessità fisiologiche, mobilizzazione.
- assistenza psicologica per la gestione di eventuali problematiche relazionali ed emozionali degli ospiti, al fine di favorire la socializzazione e l’integrazione nella comunità, e a sostegno delle famiglie durante la fase di inserimento.
- Sostegno alla famiglia “ prima “ del dopo di noi.
- Avendo, purtroppo, la necessità di sapere ove saranno destinati i miei due figli disabili “ dopo di me “, è auspicabile una Vostra riflessione sulle attuali attività poste in essere dalla “ Fondazione dopo di noi” e un ampliamento delle attività, già previste, per’altro, nello statuto della fondazione stessa, alfine di una parificazione delle attività con le altre fondazioni nazionali.
Ringrazio della cortese attenzione che riserverete alla presente istanza".
Rolando Terreni, associazione in nome dei diritti Onlus
