Mozione bipartisan in Consiglio regionale sulla situazione della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, per garantire la sopravvivenza sul territorio e il mantenimento della sede ad Arezzo con una forte governance espressione di meriti e professionalità locali. L’aula ha approvato l’atto a maggioranza, registrando l’astensione di Marco Taradash.
La mozione – presentata dal primo firmatario Marco Manneschi – impegna la Giunta ad intraprendere ogni attività, sia verso il Governo centrale che verso le istituzioni bancarie nazionali, per difendere l’autonomia e il radicamento sul territorio; in alternativa, la richiesta è quella di consentire, come recita la mozione, “il perseguimento e lo sviluppo della missione della Banca, a sostegno delle esigenze territoriali delle famiglie e delle imprese, compresi gli assetti occupazionali almeno in Toscana”.
Manneschi: “ Vendere e trasferire la banca fuori da Arezzo avrebbe conseguenze drammatiche”
“Le condizioni dettate nell’offerta di acquisto di Banca Etruria proposte dalla banca Popolare di Vicenza sono inaccettabili. Difendere l’autonomia e il radicamento sul territorio è prioritario e per farlo serve non insistere negli errori del passato, ottenere un piano industriale serio discusso con le istituzioni locali nel rispetto degli attuali assetti occupazionali”. Questo il commento di Marco Manneschi, consigliere regionale IdV-ALDE e primo firmatario di una mozione che chiede l’impegno della Regione per la salvaguardia della Banca Etruria.
“La Banca- ha spiegato Manneschi- è in una situazione critica dovuta a responsabilità che dovranno essere accertate. Tale situazione non è risolvibile con un accorpamento che non tuteli le specificità del territorio. La Banca Popolare di Vicenza, ad oggi unico acquirente palesato, è stata già oggetto di polemiche da parte delle istituzioni pratesi per la sua insensibilità e rispetto per il territorio nell’incorporazione della Cassa di Risparmio di Prato. Non possiamo permettere che ciò avvenga anche ad Arezzo”. “ La nostra preoccupazione- ha poi concluso- è che della banca territoriale dopo l’acquisto resti poco o nulla. Bisogna pensare a scelte strategiche per il benessere della Toscana salvaguardando la sopravvivenza di Banca Etruria ad Arezzo con una forte Governance che sia espressione di meriti e professionalità territoriali. Per questo chiediamo che la Regione possa caldeggiare una forma di partenariato capace di non modificare il livello occupazionale e tutelare gli interessi delle famiglie e delle imprese”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
