Le opposizioni fanno ricorso al Tar per 'strappare' un seggio al Pd e chiedono la presidenza del consiglio comunale. Tra gli scenari possibili la 'sospensione' del consigliere
A pochi giorni dalla proclamazione a sindaco di Brenda Barnini, il clima in consiglio comunale a Empoli è già caldo. E ancora deve esserci la prima seduta.
L’oggetto della contesa è la distribuzione del numero di consiglieri. La maggioranza ha ottenuto 15 seggi (13 PD e due QèE), ma, secondo Dusca Bartoli, avrebbe dovuto ottenerne 14, 12 al PD. Fabrica Comune, invece, ne reclama 3 rispetto ai due ottenuti.
In questa contesa gli altri gruppi di opposizione (M5s, Damasco Morelli, Gracci) hanno fatto cerchio intorno alla Bartoli e oggi, sabato 31 maggio, si sono riuniti in Comune per annunciare il ricorso al Tar contro la decisione della commissione centrale elettorale. È stato inoltre richiesto alla maggioranza di scegliere il presidente del consiglio comunale tra i membri dell'opposizione "come forma di garanzia delle minoranze".
Andiamo con ordine. Come già spiegato nel dettaglio da gonews.it, la normativa sulla distribuzione dei seggi mostra evidenti lacune che non permettono un’applicazione univoca della stessa: a dimostrazione di ciò gli oltre 240 ricorsi presentati al Tar.
A creare scompiglio è stata l’entrata in vigore della legge finanziaria per l’anno 2010 che ha modificato la composizione dei Consigli comunali riducendo del 20% il numero dei consiglieri.
Se quindi il Comune di Empoli aveva 30 seggi, con l’entrata in vigore della legge ne sono rimasti 24. La riduzione ha certamente alleggerito le casse dello Stato, ma ha creato dei dubbi sull'applicazione della normativa che regola l’attribuzione dei seggi all’interno del Testo Unico degli Enti Locali.
Il comma 8 dell’articolo 73 del TUEL stabilisce che per l’assegnazione dei seggi debba essere utilizzato il metodo D’Hont e in base a questo Fabrica Comune avrebbe ottenuto effettivamente 3 seggi.
Ma lo stesso comma 8 specifica che tale disposizione si applica solo “Salvo quanto disposto dal comma 10”.
E’ proprio il comma 10 al centro della diatriba: questo ordina l’attribuzione di un premio di maggioranza del 60% alla coalizione vincitrice. Facendo un calcolo il 60% di 24 è 14,4%.
Data l'impossibilità di 'dividere a metà un consigliere', la commissione centrale elettorale ha interpretato che doveva essere garantita la soglia del 60% come disposto dal comma 10, quindi che quel 14,4% doveva trasformarsi in un 15% e che la coalizione vincitrice avrebbe dovuto ottenere un consigliere in più. Le opposizioni non ci stanno: una questione di decimali insomma.
“Una decisione illogica – spiega Dusca Bartoli – sia dal punto di vista matematico che costituzionale. Questo è un duro colpo alla rappresentatività”.
In sostanza il legiferatore non ha dato un criterio per l'assegnazione dei seggi in questi casi. Criterio che a dire il vero non serviva, perché fino all’entrata in vigore della legge finanziaria 2010, il numero dei seggi disponibili generava numeri pari: il 60% di 30 è infatti 18.
Un caso giuridico che, ad oggi, ha creato 247 ricorsi al Tar e due sentenze del Consiglio di Stato che hanno dato ragione ad entrambe le parti. La decisione che verrà presa a Empoli, quindi, si appresta a diventare un precedente importante.
Il ricorso sarà presentato nei prossimi giorni e sarà chiesta una sospensiva. Trattandosi di materia elettorale, il Tar dovrà prendere una decisione nei successivi 7 giorni.
Potrebbe quindi profilarsi uno scenario che ha del clamoroso: durante la conferenza stampa è infatti emerso che potrebbe esserci una ‘sospensione’ del seggio e, solo dopo 40-60 giorni, la decisione definitiva. In tal caso il nuovo consiglio comunale inizierebbe i lavori ‘mutilato’ di un suo consigliere.
Le opposizioni parlano “di una grave lesione al principio di rappresentatività” e annunciano battaglia.
“La nostra Costituzione – spiega Bartoli – garantisce le minoranze, mentre il premio di maggioranza è solo ‘concesso’ dalla Carta costituzionale: c’è una bella differenza. Se il Tar respingesse il ricorso siamo pronti ad affidarci alla Corte Costituzionale”.
“In questo modo – continua – stiamo annullando il voto di quelle centinaia di persone che si sono espresse a nostro favore regalando un surplus ad una maggioranza già ampiamente stabile”.
La battaglia legale dovrebbe essere incentrata da una parte sull’interpretazione del comma 10, ma soprattutto sul pronunciamento della Consulta sul Porcellum. Tra le varie motivazioni che dichiarano incostituzionale il sistema elettorale c’è proprio il premio di maggioranza. Nelle motivazioni si legge che “Le norme censurate, pur perseguendo un obiettivo di rilievo costituzionale, qual è quello della stabilità del governo del Paese e dell’efficienza dei processi decisionali nell’ambito parlamentare dettano una disciplina che non rispetta il vincolo del minor sacrificio possibile degli altri interessi e valori costituzionalmente protetti”
Dusca Bartoli e le opposizioni tenteranno di mostrare che non è stato rispettato il vincolo del “minor sacrificio possibile per le minoranze” e che quindi la scelta della Commissione elettorale è lesiva del criterio di rappresentatività e quindi della Costituzione.
“Il nostro è un principio di democrazia. Anche a livello nazionale stiamo osservando come la stabilità stia pregiudicando le minoranze, che noi, invece, consideriamo fondamentali “
Secondo Dusca Bartoli ad avvalorare la tesi di un danno recato alla minoranza ci sarebbe, ad esempio, l’impossibilità da parte di quest’ultima di sfiduciare il sindaco: “Secondo la normativa serve il 40%, ma in questo modo noi non abbiamo i numeri in consiglio”
All'unisono le critiche al Partito Democratico: “Qui – spiega Bartoli – ci sono tutti i gruppi di minoranza, ma ci aspettavamo che anche il Pd fosse d 'accordo con noi perché stiamo parlando di un principio di democrazia”.
Beatrice Cioni di ‘Ora si cambia’ dice: “Si tratta di una questione di principio. Empoli è una città complessa che ha bisogno di essere rappresentata nelle sue parti. Il PD almeno non abbia l’arroganza di rifiutarci l’assegnazione ad un membro alla minoranza della carica di presidente del consiglio comunale”.
Duro l’attacco di Gabriele Sani del M5S: “Una manovra che serve solo a riequilibrare le correnti interne. In questo modo il sindaco mantiene la maggioranza all’interno del suo stesso partito”
Non si fa attendere il commento del primo cittadino sulla vicenda: “Un manuale del Ministero dell’Interno distribuito ai presidenti di seggio e all'Ufficio centrale elettorale ha stabilito che il 60% è da intendersi come 15 consiglieri. Qui non si tratta di appropriazione indebita o di maggioranze arroganti".
"Noi - conclude - difendiamo legittimamente questa posizione, un giudice deciderà”.
La memoria con cui è stato chiesto all'ufficio elettorale di Empoli di esprimersi sull'ipotesi di un consigliere in più da assegnare alle minoranze
Giovanni Mennillo
