Sul Monte Grappa si è consumata quasi certamente l’ultima sfida per la conquista della maglia rosa dell’edizione numero 97 del Giro d’Italia. Tenendo testa a uno strepitoso Fabio Aru, Nairo Quintana si è aggiudicato la cronoscalata, andando di fatto a porre il sigillo sulla corsa rosa.
Si è assistito a un grande spettacolo sulla montagna sacra alla Patria, gremita di tanto pubblico. Particolari che nel corso del suo intervento a “Velodrome, opinioni a confronto”, ha avuto modo di sottolineare anche Marzio Bruseghin. Un ex che nel suo palmares può vantare ben due successi nelle cronoscalate proposte dal Giro d’Italia: quelle di Urbino e di Oropa.
«Una cornice di pubblico incredibile, disseminata intorno a un luogo storico di una bellezza unica. Sarebbe piaciuto anche a me correre una crono come questa, davanti alla mia gente».
L’ex atleta nato a Conegliano, è sembrato essere non troppo convinto sugli effettivi vantaggi che può aver influito il cambio di bici adottato dalla maggior parte dei corridori chiamati ad offrire il meglio nella crono: «Personalmente non lo so se anch’io avrei adottato tale accorgimento. Credo che sia difficile stabilirne i vantaggi. Probabilmente però i tecnici avranno visto giusto. In considerazione che la maggior parte delle squadre hanno optato per questa decisione».
Infine, riguardo alle polemiche che si trascinano ormai da giorni, legate all’atteggiamento di Quintana nel corso della discesa dello Stelvio, Bruseghin ha inteso esprimere questo punto di vista: «Con il successo di oggi Quintana ha dimostrato di essere il più forte in salita. Non escludo che possa cercare il successo anche sullo Zoncolan. Un traguardo prestigioso che potrebbe legittimare ancor di più la sua vittoria».
Con la maglia rosa che sembra assegnata stabilmente sulle spalle del fuoriclasse colombiano, i riflettori sono puntati sulla sfida per il posto d’onore dove attualmente l’altro colombiano, Rigoberto Uran, precede il nostro Fabio Aru di 41 secondi.
Secondo Davide Villella, il secondo ospite di giornata intervenuto, il pronostico sembra volgere a favore del corridore sardo: «Vedo Aru in costante crescita di condizione. Le sue prestazioni in salita sono sotto gli occhi di tutti. Penso che ce la possa fare a scalzare Uran e conquistare la seconda posizione».
Ancora alle prese con i postumi della caduta di Montecassino, Villella cerca di preparare al meglio il suo rientro, con la speranza di togliersi qualche bella soddisfazione. Nel corso dell’intervista il giovane corridore del team Cannondale ha modo di sottolineare che secondo lui, in futuro, anche un suo compagno di squadra avrà modo di dimostrare il suo valore nelle grandi gare a tappe: «Sono sicuro che presto anche Davide Formolo potrà dimostrare il suo valore nei grandi Giri. Ha tanta grinta e tanta voglia di fare».
Messo alle spalle il Monte Grappa, il Giro d’Italia farà rotta sul Monte Zoncolan. La perfida salita che da Ovaro porta a uno dei più bei palcoscenici naturali dell’intero arco alpino dove, con molta probabilità, l’attuale leader Nairo Quintana cercherà di ipotecare con un successo quella maglia rosache, polemiche a parte, sembra spettargli di diritto. “Velodrome, opinioni a confronto” proporrà i temi della giornata a due ospiti eccellenti: l’iridato di Renaix Maurizio Fondriest; al quale seguirà l’intervento dell’attuale cittì della Nazionale, Davide Cassani.
Fonte: Ufficio Stampa
