L’Assessore alla Cultura, Commercio e Turismo Sara Nocentini ha confermato i dubbi sollevati dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Staccioli, Donzelli e Marcheschi, nella loro interrogazione.
La legge regionale n.13 “Disposizioni in materia di commercio in sede fissa e di distribuzione di carburanti. Modifiche alla l.r. 28/2005 e alla l.r. 52/2012”, approvata il 5 aprile 2013, all’articolo 16 (Modifiche all’articolo 54 bis della l.r. 28/2005) stabilisce che “1. Nelle aree montane ….. e insulari, carenti del servizio di distribuzione di carburanti possono essere installati anche nuovi impianti dotati esclusivamente di apparecchiature self-service pre-pagamento senza la presenza del gestore, a condizione che ne sia garantita un’adeguata sorveglianza secondo le modalità stabilite dal comune”.
“Le grandi compagnie petrolifere, in particolare Q8, ma ci sono arrivate segnalazioni anche per IP e Total Erg – ci informa Staccioli - hanno aperto impianti di distribuzione di carburanti in modalità cosiddetta ghost, ovvero completamente automatizzati, ad Arezzo, Lucca, Firenze e Campi Bisenzio, in zone urbane e centri abitati, contravvenendo completamente alle disposizioni di legge.”
La legge regionale ha stabilito che i distributori completamente automatizzati e senza gestore possono essere aperti solo in zone svantaggiate. Questo anche per salvaguardare i posti di lavoro degli operatori degli impianti di distribuzione.
“Ma naturalmente i più grandi, ricchi e potenti possono agire in barba alle leggi e con la sua risposta l’Assessore Nocentini ci ha confermato che la Regione è perfettamente al corrente della situazione.”
La nostra normativa in questi casi prevede una sanzione pecuniaria e la sospensione dell’attività. Ma al momento la Regione non agirà in nessuna direzione. In barba ai “piccoli” che rispettano la legge.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, ha impugnato la legge regionale davanti alla Corte Costituzionale e al momento si è in attesa della sentenza. Come c’era da aspettarsi anche la legge europea di prossima emanazione prevede la possibilità di installare impianti dotati esclusivamente di apparecchiature self-service in tutte le aree del territorio comunale.
La Commissione UE rileva che la legislazione nazionale e regionale, (non solo della Toscana, ma anche della Puglia e del Friuli-Venezia Giulia), relativa alle stazioni di servizio ubicate nei centri urbani, limitando l’apertura degli impianti di distribuzione di carburante non presidiati nell’arco delle 24 ore, viola il principio della “libertà di stabilimento”, previsto dall’art. 49 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.
“In pratica secondo la commissione UE – ci spiega Staccioli - il divieto di stazioni di servizio non presidiate nelle zone urbane costituirebbe un vincolo alla libertà di impresa delle persone appartenenti agli altri Stati membri della Comunità Europea che desiderino avviare una stazione di servizio completamente automatizzata nelle aree urbane in Italia senza la presenza del titolare o dei suoi dipendenti; tipologia di impresa che pare costituisca il modello imprenditoriale standard per le stazioni di servizio in molti paesi membri.”
“Come se fosse il piccolo privato a venire in Italia ad investire in impianti di quel genere e non le grandi compagnie. Inoltre – incalza Staccioli – al danno si aggiunge la beffa e anche l’Antitrust dichiara necessario rimuovere i vincoli normativi regionali e nazionali che ritiene bloccherebbero lo sviluppo qualitativo del settore e determinano livelli di prezzo più elevati della media europea.”
“Vogliono farci credere che il prezzo elevato dei carburanti in Italia dipenda dallo stipendio degli operatori del settore e non dalle tasse che gravano sui già elevati prezzi di vendita applicati dalle compagnie petrolifere”.
“Un altro piccolo grande tassello che mostra inequivocabilmente la direzione presa dalle nostre istituzioni, ovvero quella di agevolare chi se ne infischia dei nostri diritti e non tutelare più in alcun modo i lavoratori ed il territorio italiani.”
Fonte: Gruppo Fratelli d'Italia - Toscana Consiglio Regionale
