"Per favore solo un po’ di onestà.
Da venerdì 23 maggio circola a Ponte a Egola una lettera del Partito Democratico che rassicura la popolazione sull’effettiva pericolosità dell’exICLA.
Siamo consapevoli che è solo propaganda elettorale, ma , avendo suscitato noi il problema con elementi normativi, ci pare brutto e scorretto giocare su un tema delicato quale la salute e l’ambiente.
Il concetto è molto semplice e chiaro. Da anni l’ICLA produceva in luogo improprio e doveva essere trasferita in altra zona. Questo non è stato fatto. Dal momento che aveva chiuso non si doveva dare ad altri la possibilità di riprendere la medesima lavorazione con l’utilizzo e stoccaggio delle solite sostanze chimiche.
Perché la cosa è stata solo ora più evidente?
Per il fatto che l’applicazione della normativa Seveso ha fortemente condizionato il nuovo regolamento urbanistico bloccando di fatto una rilevante zona di Ponte a Egola.
E prima?
Questo è un punto fondante, prima il piano di sicurezza era fornito dalla Società stessa e questo piano stabiliva che la pericolosità era solo all’interno dello stabilimento permettendo così di continuare l’edificazione intorno alla fabbrica.
Con la riapertura, questa soluzione non e stata, ragionevolmente, adottata e la probabilità di incidente rilevante è stata estesa anche all’esterno.
In sintesi la lettera del PD dice di tornare ai santi vecchi e limitare la pericolosità solo all’interno (bisognerà spiegarlo anche agli eventuali esalazioni e ai venti).
Noi diciamo che la ex ICLA deve trasferirsi e l’unica cosa seria che può fare una Amministrazione competente è individuare un sito appropriato. Questo faremo come osservazione al regolamento urbanistico. Non solo, una Amministrazione lungimirante dovrebbe iniziare da subito un percorso insieme ai proprietari per costruire un progetto di rigenerazione di quegli spazi in favore della collettività".
Laura Cavallini, Immagina San Miniato
