Anche se lo spettacolo al Giro d’Italia stenta a decollare, a “Velodrome, opinioni a confronto” non mancano gli ospiti con i quali discutere le tematiche più interessanti proposte dalla corsa rosa. In concomitanza con l’arrivo della carovana nella città di Savona, la puntata del talk-show fruibile sul sito www.velobike.it ha raccolto i pareri di due autorevoli figure del ciclismo recente: Mirko Celestino, che abita a pochi chilometri dalla sede d’arrivo della 11a tappa, e Michele Coppolillo, che proprio sulla Riviera di Ponente fu grande protagonista nella Milano-Sanremo edizione 1996, dove ottenne un onorevole 3° posto.Celestino, che con Evans ha corso diversi anni, ha le idee chiare sulla lotta per la maglia rosa: «Conosco bene Evans. È un corridore che più va avanti, più va incontro alla migliore condizione. Per batterlo, gli altri si dovranno impegnare tantissimo, o coalizzarsi per farlo fuori. Quando si percepisce la superiorità di un corridore, bisogna cercare di metterlo in difficoltà. Coalizzarsi contro, potrebbe essere la mossa giusta». Il corridore di Andora ha appeso al chiodo la bici da strada. Anche se, ormai da sette stagioni, si è dedicato (con ottimi risultati) alla carriera di biker. Celestino tornerebbe volentieri in gruppo per vincere quella Milano-Sanremo che ha sfiorato nel 2003, dove fu battuto soltanto da uno straordinario Paolo Bettini: «La Classicissima non aveva un percorso adattissimo alle mie caratteristiche. Quando però ho saputo dell’inserimento della Pompeiana, per un attimo mi è tornata la voglia di correrla».
Interessante anche l’intervento del secondo ospite, che ha cercato di dare un’interpretazione al fatto che in questo Giro, sempre più dominato dagli stranieri, i corridori italiani facciano sempre più fatica ad imporsi. Per Coppolillo la colpa è soprattutto del World Tour: «C’è un vincolo chiamato World Tour, che rispetto a una volta impone la partecipazione al Giro a molte più squadre estere. Circostanza che toglie un po’ di competitività al nostro movimento: molti meno italiani partecipano alle classiche monumento e questo non permette di alzare l’asticella. Abbassando, al contrario, il livello del nostro ciclismo».
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Oggi, in occasione dell’importante crono individuale da Barbaresco a Barolo di 41,9 chilometri, destinata a lasciare segni inconfutabili sulle condizioni effettive dei vari favoriti al successo finale, “Velodrome, opinioni a confronto” si avvarrà delle opinioni di due autorevoli esperti che proprio nelle gare contro le lancette seppero offrire grandi prestazioni nel corso della loro carriera: Andrea Peron e Marco Giovannetti.
Fonte: Ufficio Stampa Velobike
