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Elezioni 2014, le richieste degli artigiani della Piana ai candidati a sindaco di Montale e Agliana

Un'artigiana al lavoro

Nelle ultime settimane i partiti e le liste in corsa hanno presentato candidati e programmi. A meno di una settimana dall'appuntamento elettorale del prossimo 25 maggio, Confartigianato Pistoia dà voce ai suoi associati e fa il punto su una serie di tematiche considerate prioritarie.
I comuni al voto nella nostra provincia sono quindici. Tra questi ci sono anche Montale e Agliana, due realtà che da sempre vivono sull'artigianato e la piccola impresa, e che adesso si trovano a vivere una situazione davvero difficile. A partire dalle cose più semplici, come la manutenzione delle aree industriali.
“A Montale per esempio – spiega Enzo Gazzarri di Confartigianato Montale – la zona industriale per molto tempo è stata lasciata all'incuria, in una situazione dove sporcizia e degrado la facevano da padrona”.
Ma il problema dei problemi, come ormai gli artigiani ripetono da tempo, è quello della tassazione troppo elevata. Su macro questioni come quella relativa al costo del lavoro i Comuni hanno margini di manovra limitati. Possono muoversi però nel ridurre alcune imposte, come ad esempio il dolente capitolo della Iuc, che raggruppa al suo interno la Tasi (tassa sui beni indivisibili), l'Imu (imposta seconde case) e la Tari (tassa sui rifiuti). Proprio quest'ultima è quella che più penalizza gli artigiani: “Per fare solo un esempio – spiega ancora Gazzarri – dieci anni fa la mia azienda floristica pagava circa duecento euro di tassa sui rifiuti, mentre adesso la cifra supera i mille euro”.
Un impegno concreto in questa direzione insomma: ridurre le imposte a livello locale per agevolare la vita delle aziende. Questo in sostanza è quello che chiede Confartigianato a tutti i candidati che ambiscono a governare nei Comuni dove si vota.
La questione rifiuti nella Piana è una delle più scottanti e delicate, “ma è indispensabile – dice Giuliano Dal Zen, presidente della categoria carrozzieri di Confartigianato – rivedere alcuni parametri che regolano il calcolo di questa tassa, perché non è possibile pagare solo in base alla metratura del capannone”. “Servono criteri più equilibrati – aggiunge Antonio Posillico – bisogna andare verso un sistema di tariffazione puntuale per il quale le aziende pagano esattamente quello che conferiscono, altrimenti diventa insostenibile”.
“Parlando in numeri – prosegue Dal Zen, titolare della storica carrozzeria System Car di Agliana – la mia azienda paga 1500 euro spazzatura ogni due mesi. A ciò si aggiungono i costi che paghiamo mensilmente per lo smaltimento, presso ditte private, dei così detti rifiuti speciali, come lamiere e scarti particolari”.
Tuttavia, quella dei rifiuti non è la sola questione che interessa gli artigiani. È possibile lavorare anche su altri aspetti, come ad esempio nel rapporto tra Comune e imprese. Da qui l'esigenza di un maggior efficientamento della macchina burocratica, per facilitare i contatti tra aziende e pubblica amministrazione soprattutto nelle fasi iniziali di start-up. Poi il capitolo infrastrutture, urbanistica e segnaletica.
“Su questo punto – spiega David D'Agostino – presidente di Confartigianato Trasporti – riteniamo opportuno che le amministrazioni in futuro si rendano protagoniste di scelte più coerenti dal punto di vista della pianificazione urbanistica e della gestione del traffico; molte volte infatti – continua D'Agostino – i Comuni non valutano attentamente gli impatti che alcune scelte, come ad esempio la chiusura di una strada o il cambio del senso di marcia, possono avere sulle aziende che lavorano in quell'area”.
Infine gli appalti. Procedure più trasparenti, bandi pubblici chiari (ad offerta economicamente più vantaggiosa), ed accesso alle aziende del territorio: questo in sostanza quello che chiede Confartigianato: “Bisogna fare il possibile per sviluppare la formula degli “appalti a km0” - spiega il presidente di Confartigianato Pistoia Simone Balli – perché è inaccettabile che in lavori pubblici importanti lavorino delle aziende che vengono da fuori e che poi portano la ricchezza altrove”.

Fonte: Confartigianato Pistoia - ufficio stampa

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