LA PORCATA DELLE PRIMARIE. Solo così può essere definita quella farsa andata in onda il 9 marzo di quest’anno.
A Vinci in 2.370 si sono recati alle urne, alla modica cifra di un euro pro-capite, per scegliere il loro candidato PD per le elezioni comunali che si terranno il 25 di questo mese. Da dicembre ci hanno tartassati, con assemblee, riunioni, comitati, articoli di stampa, post sui maggiori social network, insomma hanno favorito l’orchite di numerose persone, per dirci cosa? Che il signor Giuseppe Torchia, confortato dal voto di cinesi, albanesi, rumeni e minorenni sarà il nuovo sindaco di Vinci. Vinci? E che c’entra Vinci con Giuseppe Torchia?
Tra i 2.370 elettori ci sono persone che il 25 maggio, per legge, non potranno nemmeno affacciarsi ai seggi elettorali e voi lo chiamate candidato sindaco di Vinci?
Hanno talmente preso per i fondelli la gente che alcuni credono che di fatto sia già il sindaco di Vinci ma, come già detto in altra occasione, quello è il sindaco dei cinesi, dei rumeni e degli albanesi. Quello di Vinci verrà eletto il 25 maggio 2014.
Ci hanno fatto credere che le primarie sarebbero servite a scegliere, tra tre diverse idee, una linea programmatica per amministrare Vinci nei prossimi 5 anni e poi che fa il “vincitore” Giuseppe Torchia? Compone una lista di candidati inserendoci esponenti che hanno fatto parte del comitato per Gloria Testi e altri del comitato di Silvano Guerrini. Fare un paragone con i ladri di Pisa è d’obbligo così come vuole la tradizione toscana che andassero a rubare insieme durante la notte e poi litigassero fra loro tutto il giorno per dividere il bottino.
Il bottino l’hanno diviso.
2.370 euro (i) che gli son serviti per la campagna elettorale.
Intanto chi aveva votato Giuseppe Torchia si è ritrovato “cornuto e mazziato” e ha visto nella lista una ex assessora, Claudia Heimes, che ha gestito il trasporto scolastico con “i piedi” e fatto in modo che 13 bambini rimanessero fuori dalla graduatoria per la scuola materna. Assessora che ha pensato solo ad organizzare, a spese nostre, manifestazioni per le “pari opportunità” che ormai dovremmo chiedere noi “maschietti”.
Tra gli altri candidati la “consigliera” Daniela Cavazzini a cui avevo chiesto, in occasione di un consiglio comunale, di fare un passo indietro perché, come titolare di un noto agriturismo locale e socia di una impresa edile, era stata oggetto di sanzione amministrativa per sanatoria edilizia, di sanzione amministrativa per impatto ambientale, nonché destinataria di ordinanza di
demolizione per opere abusive in Vinci, al fabbricato denominato “casa di Zaccheria”, ordinanza per la quale, facendo ricorso al TAR, si è automaticamente resa incompatibile con la carica di consigliere comunale, ma questo a Giuseppe Torchia poco importa. A lui interessano quei voti che la “consigliera” comunque riuscirà a “raccattare”.
La morale vale solo per gli avversari.
Quelli del PD o di sinistra possono fare tutto, anche tenere in piedi veri e propri depositi itineranti di bombole di gas fermi nei pressi delle scuole senza che nessuna autorità, seppur sollecitata, abbia mai preso iniziative. Quelle saranno prese eventualmente dopo, quando la disgrazia si sarà verificata e qualche famiglia piangerà i propri cari.
Creare evidenti abusi edilizi in realtà industriali e/o cooperativistiche è una sciocchezzuola per alcuni “sinistri” personaggi. Se un consigliere comunale non allineato come me, evidenzia certe cose basta toglierli il saluto perché in fin dei conti è lui che sbaglia, è lui che si è interessato di argomenti che non avrebbe dovuto toccare, anche se poi, come successo il 13 maggio, gli giungono buste anonime contenente delle foto che sono una chiara denuncia.
Nell’incontro che ho avuto con la cittadinanza il 15 maggio, una donna del pubblico ha fatto intendere che a Vinci non è possibile cambiare perché c’è paura. C’è paura perché ci possono essere sempre, da parte dell’amministrazione, ritorsioni sia sul piano professionale che sul piano personale.
Mi viene da ripetere una frase che ho sentito spesso durante questa campagna elettorale: “la mafia mica è in Sicilia, la mafia è a Vinci”.
Ai vinciani, vinciaresi o vincesi che dir si voglia, chiedo solo di “non aver paura e di sfidare il futuro”. Io sarò sempre alla testa di qualsiasi protesta e perorerò sempre qualsiasi “giusta causa”".
Domenico Sammartino, candidato sindaco 'Gli Altri' - Vinci
