Lo stato di abbandono delle frazioni di Empoli è sotto gli occhi di tutti: negligenza, carenza di risorse, assenza di idee hanno caratterizzato la politica dell’amministrazione comunale negli ultimi 10 anni. Al pari del centro storico le frazioni hanno subito le amare conseguenze del declino del nostro territorio.
Eppure, chi abita le frazioni continua a sentire un senso di appartenenza a una comunità specifica che ha le sue tradizioni e la sua storia. Proprio partendo da questo sentimento diffuso occorre recuperare il senso d’identità del popolo delle frazioni con azioni simboliche e concrete.
Prima di tutto occorre individuare in ogni frazione un edificio (ad esempio l’ex-scuola della Tinaia e di Pontorme, l’ex-casa del fascio di Santa Maria ecc.) da dare in gestione a libere associazioni di cittadini che divenga anche centro della vita civile del quartiere. La potremmo chiamare la Casa comunale del quartiere.
In questi territori ci sono molti spazi e beni pubblici che il Comune fa fatica a gestire con la qualità del servizio che ci si attenderebbe. Come hanno fatto a Bologna e altre città occorre attuare la sussidiarietà orizzontale per la manutenzione di beni comuni come giardini, strade, piazze, giochi per bambini e così via. Il comune potrà fornire le risorse necessarie, il quadro giuridico-assicurativo, i dispositivi occorrenti a queste associazioni e controllare che la qualità del servizio sia ottima. Già adesso il Comune, solo per la manutenzione dei giardini spende 850mila euro l’anno, garantendo un servizio appena sufficiente. Queste stesse risorse metterebbero in moto un circolo più virtuoso se destinate a queste forme di associazioni della società civile.
Sempre libere associazioni di cittadini, sostenute dall’amministrazione, potrebbero aiutare le famiglie a conciliare il lavoro con gli impegni famigliari con servizi personalizzati rivolti a bambini, disabili e anziani. In queste comunità territoriali queste attività sono non solo possibili, ma auspicabili. Le stesse associazioni di liberi cittadini potrebbero segnalare all’amministrazione sacche di disagio sociale e d’insicurezza. A questo proposito istituiremo il vigile di quartiere. Nel complesso è la società civile che cresce e aiuta chi governa a costruire un livello di vita migliore.
La centralità delle frazioni nel nostro progetto si concretizzerà anche in alcuni azioni istituzionali che avremmo intenzione di attuare sino dal primo giorno: ci sarà un assessorato alle frazioni, alcuni servizi saranno decentrati nelle frazioni più popolose e porteremo il wi-fi in questi territori.
Fonte: Ufficio Stampa
