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"Calcio e fede sportiva, sicurezza e passione a confronto" un convegno della polizia sui progetti contro la violenza sportiva. Tagliente: "Un singolo episodio non può scardinare un intero apparato"

 

Allo stadio Olimpico di Roma, di recente, si è tenuta la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, evento calcistico che ha messo alla prova il sistema italiano. Spesso si corre il rischio di consentire a singoli episodi, isolati e fisiologici, di mettere in discussione un intero apparato. È un errore che non ci possiamo permettere". Con queste parole il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente ha aperto il convegno sul tema, "Calcio e fede sportiva: sicurezza e passione a confronto" organizzato dall'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia al Palazzo del Governo.

"Quanto accaduto nella capitale - ha sottolineato - non può compromettere la valutazione sui risultati conseguiti negli ultimi anni, grazie ad un progetto tematico, generale e pluriennale, pensato nel 2001 insieme a Roberto Massucci, e portato avanti con l'impegno di tanti rappresentanti delle istituzioni governative e sportive".

Il Prefetto ha ricordato, al riguardo, il ruolo svolto dai colleghi e dagli amici del mondo del calcio, molti dei quali presenti al convegno, precisando che "Non va dimenticato che all'epoca, venivano impegnati allo stadio circa 11.000 operatori per ogni giornata calcistica e, a fine campionato, si contavano centinaia di feriti tra tifosi e forze dell'ordine, tanto da indurre l'allora Presidente della Lega Nazionale Professionisti Franco Carraro a rappresentare al Governo, il 14 maggio 2001, la gravità della situazione".

"Ricordo - ha continuato - l'introduzione della tessera del tifoso, voluta dal mondo del calcio e pensata – come risulta agli atti dal verbale della riunione dell'Osservatorio del 9 settembre 2005 –  come la "Carta del Tifoso", proprio per evidenziare la volontà di sottolineare la sua funzione di "documento" dei Diritti dei tifosi fidelizzati, che ponesse ciascun club al centro dell'impegno finalizzato a costruire rapporti positivi con i propri tifosi. Penso - ha detto ancora - ai biglietti nominativi, alla videosorveglianza, alle misure per la messa in sicurezza degli impianti sportivi, allora quasi tutti inagibili.

Penso all'istituto dell'arresto in flagranza differita e alla nuova disciplina del Daspo".

Tagliente ha, poi, evidenziato che il Daspo, in particolare, è stato l'elemento più innovativo e foriero di risultati positivi, perché colpiva al cuore la strategia dei violenti, togliendo loro la possibilità di tornare nel gruppo di appartenenza nel caso in cui si fossero resi responsabili di atti di violenza allo stadio, dando così un segnale forte che dimostrava la caduta dell'impunità.

"Tutte quelle norme - ha detto - combinate con una politica di governo degli eventi sportivi caratterizzata dall'estremo rigore nei confronti dei violenti e dalla massima attenzione e apertura al dialogo - soprattutto con gli ultras - da considerare una risorsa ove valorizzati nella loro espressione passionale, hanno portato a grandi risultati".

"Non posso non ricordare - ha proseguito il Prefetto - che la puntuale e rigorosa applicazione di quella normativa ha consentito alla stampa estera di parlare di "modello italiano" in occasione della finale di Champions league di Roma 2009 e che per anni a Empoli, a Firenze e nella Capitale, anche in occasione di partite a rischio, si è giocato, grazie ad un'organizzazione efficiente, con le forze di polizia lontano dagli impianti.

Il lavoro di squadra, la pianificazione degli eventi e la determinazione operativa - ha precisato - sono la ricetta per consentire, la gestione degli incontri di calcio nelle giornate e agli orari indicati dagli organizzatori, anche in concomitanza di altri grandi eventi nella città, con migliaia di bambini sugli spalti e senza incidenti.

Quella di oggi dunque non è un'occasione per criticare ma, piuttosto, per riflettere - ha concluso Tagliente - analizzando i contesti alla ricerca delle soluzioni possibili per l'implementazione delle strategie. Credo che ancora una volta organizzazione, dedizione, convinzione, passione e dialogo debbano rappresentare i pilastri delle prospettive future".

Fonte: Prefettura di Pisa - Ufficio Stampa

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