All’unanimità il Consiglio regionale invita il Parlamento italiano a “perfezionare celermente tutti gli adempimenti legislativi atti a rispettare l’esito referendario del giugno 2011” ed impegna in questo senso, per quanto di sua competenza, la Giunta regionale, che dovrà attivarsi in tutte le sedi per modificare la delibera 643/2013/R/IDR dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, competente sul servizio idrico.
Nella mozione approvata, prima firmataria Monica Sgherri, si ricorda che il referendum ha tolto la componente ‘remunerazione del capitale investito’ dalla tariffa per il servizio idrico, ma che l’Autorità lo ha, di fatto, introdotto di nuovo, sotto la voce oneri finanziari, approvando un metodo tariffario transitorio per il periodo 2012-2013. La situazione è ulteriormente peggiorata nel dicembre scorso, quando l’Autorità ha approvato la metodologia e le procedure per determinare le tariffe nel 2014 e nel 2015, perché viene riproposto il vincolo del ricavo garantito, già previsto nel metodo transitorio, che prevede le componenti degli oneri finanziari e fiscali.
Il Consiglio rileva che il meccanismo introdotto obbliga gli enti d’ambito a scegliere tra la previsione degli investimenti necessari, con conseguente rincaro esponenziale della tariffa, o la rinuncia ad interventi fondamentali per garantire il servizio idrico. Nel caso, inoltre, che gli enti d’ambito non abbiano provveduto in tal senso entro marzo, i gestori possono autonomamente presentare all’Autorità il proprio piano tariffario.
