Istruzione e formazione sono due pilastri sui quali si fonda una società pluralista e democratica. Allo stesso tempo sono una sfida su cui la nuova amministrazione dovrà misurarsi per poter garantire a tutti i residenti del nostro comune, a prescindere dalla cittadinanza, età, sesso e reddito, non solo il godimento del diritto all’istruzione ma anche le pari opportunità di accesso al servizio scolastico. Tutti quanti siamo concordi che sia necessaria in primis una ristrutturazione e un adeguamento di edifici scolastici nel nostro comune, avvalendoci di fondi nazionali a disposizione. Non basta pensare all’involucro, dobbiamo puntare anche sui contenuti. Ecco cosa noi ci impegniamo a fare nella prossima amministrazione.
Dobbiamo mantenere e promuovere la scuola di quartiere e garantire la flessibilità negli orari di entrata e uscita per il nido e la scuola dell’infanzia, per conciliare le esigenze del lavoro con i tempi di vita delle famiglie. Potenziamo lo Sportello Unico delle Scuole (SUS) del nostro comune con mediatori linguistico culturali così che le famiglie non italofone siano informate su come iscrivere i bambini a scuola, come compilare i moduli ecc. In questa prospettiva dobbiamo promuovere la scuola plurilingue e interculturale. Chi, come altri candidati sindaco, propone di investire sulla lingua inglese e il superamento del “First”, sarebbe stato all’avanguardia negli anni ’80. Simile proposta oggi suona come vecchia di decenni. Oggi la conoscenza della lingua inglese è un prerequisito, molto spesso la si dà già per acquisita e a un ragazzo o a una ragazza che si affaccia al mondo del lavoro si richiede la conoscenza di altre lingue come il russo, il cinese e l’arabo. Ecco perché la nuova amministrazione dovrà promuovere e attivare, in collaborazione anche con alcune associazioni esperte del territorio, nelle scuole di tutti i gradi laboratori linguistici e interculturali per fornire gli strumenti necessari a conoscere le lingue del presente (e quindi del futuro), il cinese e l’arabo e per promuovere il rispetto dei diritti umani e la lotta contro ogni tipo di discriminazione.
La nuova amministrazione dovrà accertarsi che ogni scuola media e superiore del comune preveda una lavagna multimediale attrezzata e funzionale in ogni classe. Dovranno essere promossi già in orario scolastico percorsi di preparazione a sostenere certificazioni linguistiche (DALF, TOEFL, IELTS ecc.) necessarie per essere ammessi nelle Università all’estero.
Dobbiamo attivare percorsi di formazione per le scuole elementari, medie e superiori complementari ai programmi scolastici che promuovano l’educazione alla cittadinanza globale, ai diritti umani, all’intercultura, all’educazione ambientale e alimentare. Investire in educazione alla cittadinanza significa anche educare a rispettare il nostro territorio e contribuirà nel lungo periodo a limitare episodi di disagio sociale giovanile.
Dobbiamo garantire che i nostri studenti e studentesse delle superiori siano adeguatamente informati sull’offerta universitaria e del lavoro. Possiamo ospitare al Palazzo delle Esposizioni una due-giorni in cui gli Atenei toscani presenteranno i rispettivi corsi di laurea in vari stand agli studenti delle scuole superiori di Empoli e del circondario. Parallelamente dobbiamo potenziare tutte quelle iniziative sulla formazione al lavoro in stretta collaborazione con alcune realtà attive del territorio, come l’ASEV, su come scrivere un cv, una lettera di presentazione, come sostenere un colloquio ecc.
Sul modello di altri comuni, come ad esempio il comune di Bologna, creiamo una struttura che promuova e organizzi viaggi di scambi internazionali verso paesi europei e extra-europei (Cina, Usa, Australia ecc.) coinvolgendo le scuole elementari, medie e superiori e le Università del nostro territorio. Esistono da anni esperienze di “vacanze-studio” organizzati da singoli docenti: ripartiamo da lì, facciamo “sistema” con ciò che già esiste e apriamo nuovi scenari.
Puntiamo, infine, a fondi europei (Fondi FSE, Bandi FEI, Bandi Erasmus+, Bandi “Fundamental Rights” ecc) per finanziare attività nelle scuole e per dare l’opportunità ai giovani residenti nel nostro comune di svolgere periodi all’estero in Università o in aziende. Più risorse, più scelte forti per una scuola sostenibile, innovativa e inclusiva.
Fonte: Chiara Pagni
