Si terrà questa sera (9 maggio) l'incontro della consigliera Pd Federica Giuliani ed un gruppo di ragazze e ragazzi neo-diciottenni che si apprestano all'espressione del voto democratico per la prima volta, organizzato in collaborazione con l'avvocatessa Vita Pecorilla.
Previsto dalle indicazioni nazionali per le scuole di ogni ordine e grado come uno degli assi e dei terreni comuni della formazione di base, l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione e cioè di diritti e doveri dei cittadini non è mai divenuto una materia scolastica, rimanendo affidato alla buona volontà dei professori di storia e diritto. Introdotta nella scuola statale da Aldo Moro, l'educazione civica nel 1958 diventa materia curricolare, subendo negli anni trasformazioni continue nell’intitolazione, nei contenuti e nella collocazione. Nonostante Moro chiedesse di «trovare senza indugio un adeguato posto nel quadro didattico della scuola... al fine di rendere consapevole la nuova generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacri retaggio del popolo italiano».
Scopo della serata è quello di fornire ai ragazzi una maggiore conoscenza della nostra Carta Costituzionale ed approcciarsi così al voto democratico con consapevolezza ed informazione rispetto delle nostre istituzioni democratiche, della loro formazione e del loro funzionamento.
Storia dell' Educazione Civica nelle scuole.
Negli ultimi 50 anni, la materia si è chiamata «Educazione civica», affidata per due ore mensili al docente di storia; nel 1979 lo studio della Costituzione venne relegato alla terza classe della scuola media. E poi: nel 1985 (ministro Falcucci) si chiamò «Educazione alla convivenza democratica» e venne inclusa nella materia «Studi sociali», accanto alla Storia e alla Geografia. Nel 1996 (ministro Lombardi), la norma che prevedeva l’insegnamento di un’ora mensile di «Educazione civica e cultura costituzionale» non entrò in vigore per la caduta del governo Dini, mentre trovarono spazio le altre educazioni (alla salute, all’ambiente, alla pace, all’intercultura), esplose nella scuola come risposte alle emergenze di fine secolo. Il ministro Berlinguer (1998) varò lo «Statuto delle studentesse e degli studenti». La Moratti nel 2003 propose l’«Educazione alla convivenza civile» nella scuola primaria. La sistemazione attuale fu voluta dal ministro Gelmini, che con la legge 169 del 2008 provò una sintesi tra il termine internazionalmente accreditato di «Cittadinanza» e i documenti del fondamento istitutivo della Repubblica italiana. Oggi non è una «materia», o meglio una «disciplina» come si dice in gergo ministeriale, con un quadro orario definito, ma «una sorta di filo rosso che attraversa le discipline, un insegnamento rimesso a docenti di area letterario-umanistica», come spiega Carmela Palumbo, capo della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del Miur.
Fonte: Ufficio Stampa
