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Integrazione socio-sanitaria: si va verso una maggiore flessibilità del sistema

Stefania Saccardi

Quando i bisogni crescono in maniera esorbitante occorre dare una mano a chi ha davvero necessità, facendo rete con tutte le realtà coinvolte. Questo l’imperativo categorico per la vicepresidente della Giunta regionale, Stefania Saccardi che oggi, in commissione Sanità, ha illustrato come intenda procedere, in questo ultimo anno di legislatura, in merito alla delega sulla integrazione socio-sanitaria. Da qui l’idea di una delibera di indirizzi su temi come non autosufficienza, disabilità, dipendenza e salute mentale, in vista di un sistema più flessibile e capace di stimolare il territorio e le strutture ad articolarsi in modo diverso.

In pratica, in tema di non autosufficienza non esiste solo la casa o l’Rsa, ma si può e si deve lavorare su più moduli, dai condomini solidali ai gruppi appartamento, per dare risposte calibrate ai diversi gradi di disabilità. Tra le priorità su cui lavorare l’assessore ha parlato della necessità di provare a gestire il processo socio-sanitario con maggiore partecipazione dei comuni e delle aziende sanitarie, avendo chiara la determinazione delle risorse e dei bisogni, con criteri di rilevazione omogenei sul territorio; rivedendo la normativa sull’accreditamento, per guardare più alla sostanza che alla forma; lavorando sul Fondo per la non autosufficienza; riservando il Fondo di solidarietà al capitolo minori, in particolare coloro che vengono affidati alle amministrazioni, andando a gravare in maniera pesante sul bilancio delle stesse.
Apprezzamento per l’intervento chiaro e concreto della Saccardi è stato espresso da tutti i commissari e, in attesa di avere una sorta di crono-programma, il ruolo della commissione sarà di massima partecipazione, come assicurato dal presidente Marco Remaschi.

I lavori sono quindi proseguiti con l’esame della proposta di legge sulle misure urgenti di razionalizzazione della spesa sanitaria, che prevede il passaggio dai tre Estav, Enti per i servizi amministrativi di area vasta, all’Estar, Ente di supporto tecnico amministrativo regionale.

Come ricordato nel corso dell’incontro, l’atto nasce da una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, cui la Giunta risponde con una proposta di legge che arriva in commissione Sanità a fine 2013, con successiva istituzione di un gruppo di lavoro, tra Consiglio e Giunta, per implementare e migliorare il testo, grazie anche alle consultazioni. Per il presidente Remaschi in aula andrà un testo approfondito e articolato, che sarà un buon punto di partenza.

La commissione, dopo un accurato esame di emendamenti e articoli, ha licenziato l’atto registrando quattro voti favorevoli (Marco Remaschi, Maria Luisa Chincarini, Lucia Matergi e Simone Naldoni) e due astenuti (Stefano Mugnai e Gian Luca Lazzeri).

 

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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