Nei giorni scorsi sulle cronache locali si è parlato dell'apertura di un negozio di acconciatura a Quarrata, gestito da un imprenditore cinese. La notizia ha suscitato tutta una serie di commenti: da chi si è scagliato contro le tariffe degli acconciatori locali, considerate troppo alte, a chi ha accolto con entusiasmo questa opportunità. Sul tema, interviene Hugo Morrone, presidente Acconciatori di Confartigianato Pistoia.
“Dobbiamo prenderne seriamente atto – dice Morrone -, ma è anche vero che i prezzi applicati da questo collega cinese sono forse fin troppo bassi. Qui non si parla di commercio ma di servizi alla persona, non si parla di acquistare un oggetto proveniente dalla Cina o prodotto nei laboratori locali da cinesi e rivenduto a basso prezzo. Nel caso specifico, l’attività di acconciatura, ma anche di estetica, è un servizio alla persona e penso che oggi ogni cittadino sia consapevole di quanto costa, manodopera compresa, mantenere in vita una azienda rispettando tutte quelle regole che la normativa vigente ci impone. Dal contesto igienico-sanitario, al rispetto delle norme sulla sicurezza sui posti di lavoro, senza contare i costi reali di affitto, luce, gas, rifiuti ecc. ecc. E' naturale che questi fatti creino malumore negli altri imprenditori, perché per noi è impossibile sostenere tariffe così basse”.
Non solo, Morrone entra anche nel merito di quella nuova attività quarratina.
“Con non poca sorpresa – spiega il presidente degli Acconciatori - ha aperto i battenti in quattro giorni presentando la Scia il 24 aprile scorso per aprire l'attività lunedì 28 aprile, attuando un orario che va dalla domenica alla domenica, sempre aperto, con orario 8,30/20,30. Vorrei sottolineare che il Comune di Prato in accordo con le associazioni di categoria ha stabilito la chiusura obbligatoria, la domenica e nei giorni festivi infrasettimanali, delle attività di acconciatura ed estetica, mentre il Comune di Quarrata ha sposato in pieno le indicazioni previste dai decreti Bersani del 2007 e Monti del 2012 che hanno liberalizzato gli orari di apertura e chiusura ed ha eliminato l'obbligo di chiusura infrasettimanale, domenicale e festiva. Personalmente ho sempre lottato contro questo tipo di libertà, ma la normativa è ben diversa e va democraticamente rispettata anche se alcuni Comuni tutt'oggi si comportano diversamente”.
I costi. Da una indagine nazionale, si rileva che nel 2013 hanno chiuso i battenti circa diecimila esercizi.
“E’ bene sottolineare - spiega Morrone - che nel 2007 le attività erano circa 105.000, oggi siamo circa 69.000. Oltre il 35% di parrucchieri e barbieri sono stati costretti a chiudere e non tutti sono andati in pensione. Una gran parte di questi, purtroppo, opera nel sommerso svolgendo attività completamente in nero, raggiungendo in molte zone il 50% del sommerso. Questi sono dati importanti che devono far riflettere anche coloro che oggi applaudono a queste basse tariffe".
Un recente indagine (svolta dal Centro studi di cosmetica Italia) ha rilevato che ben 21 milioni di persone in Italia non si rivolgono al professionista; di conseguenza il 35% della popolazione si rivolge a soggetti che operano in nero e con prezzi concorrenziali.
"Per questo - dice Morrone - il malumore generale della categoria per una situazione che sta colpendo il territorio quarratino, è reale e la protesta nei confronti di un operatore è giustificata, perché, che pur essendo in regola, applica tariffe da 'lavoro nero'. Rivolgendo un messaggio ai cittadini, mi preme sottolineare un tema fondamentale che è la salute: per evitare effetti veramente dannosi alla salute dei clienti, i professionisti dell’acconciatura, devono disporre non solo di prodotti certificati e testati ma anche conoscere tutte le informazioni sia del prodotto - in particolare i componenti chimici -, sia del cliente a cui proponiamo il trattamento o il servizio. Non solo, l'utilizzo di queste sostanze chimiche è sempre accompagnato e supportato da corsi di aggiornamento e di specializzazione che purtroppo chi applica tariffe basse e operatori in nero non segue, mettendo così a rischio la salute di chi, pur risparmiando sul servizio, potrebbe affrontare, in seguito, problemi epidemiologici e patologie lunghe e fastidiose. Sono in aumento, infatti, patologie che vanno dal semplice prurito e arrossamento, a situazioni ben più gravi. Ognuno è giusto che scelga liberamente a chi rivolgersi, ma dietro i prezzi bassi si nasconde spesso una 'catena' che presenta non poche criticità”.
Fonte: Confcommercio Pistoia
