gonews.it

Coppa Italia, la politica continua a prendere posizione. Le reazioni

Ecco una serie di reazioni politiche relative alla finale di Coppa Italia Fiorentina - Napoli di Roma.

COPPA ITALIA/SCONTRI DI ROMA – Il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri (Ncd): “Bene la linea dura di Alfano”

«L’episodio di sabato sera prima della finale di Coppa Italia? Condivido su tutta la linea quanto dichiarato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano: una partita di calcio non può e non deve mettere a repentaglio la vita di una persona e il volto delle istituzioni. Con certa gente non si tratta specie se i presupposti si basano sulla violenza». È la dichiarazione del consigliere regionale Pt/Ncd Gian Luca Lazzeri che commenta gli scontri che hanno macchiato la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.

«Rinnovo gli auguri di guarigione alle persone rimaste ferite negli scontri – sottolinea – e mi auguro che la riflessione del ministro dell’Interno serva per imprimere un’accelerazione nell’inasprimento delle misure preventive che consentano di prevenire violenza e spettacoli ingloriosi che hanno rubato il calcio agli sportivi, quelli veri che finanziano questo sport col loro tempo libero e scegliendo di andare allo stadio in cambio di un’emozione non di un colpo di pistola».

Cristina Scaletti, le dichiarazioni di Renzi sulla finale di Coppa Italia sono inopportune. Una gestione da “spettatore e non da Capo del Governo”

“Caro Matteo, trovo davvero fuori luogo le tue dichiarazioni di oggi sul quotidiano La Stampa. Tu non eri in tribuna all'Olimpico come un qualsiasi sostenitore della nostra Fiorentina. Anche come babbo, tu resti sempre il Presidente del Consiglio e la trattativa con i violenti, che inneggiavano alla libertà per l'assassino di un poliziotto, si è svolta sotto i tuoi occhi. Non puoi dire che è stata fatta a tua insaputa e indignarti”.

Così Cristina Scaletti commenta le dichiarazioni del Premier e la gestione di quanto accaduto sabato sera all’Olimpico e gli incidenti che hanno accompagnato la finale di Coppa Italia.

“Troppo comodo commentare il giorno dopo <Sconvolgente vedere giocatori parlare con capi tifoserie> perché tu non sei un cittadino qualsiasi e non sei più all'opposizione di Bersani o di Enrico Letta. Oggi sei il Capo di quel Governo che sabato doveva dimostrare che non siamo in mano ai vari Genny a'carogna, che non si tratta con chi porta una maglietta <Speziale libero> e offende la memoria di Filippo Raciti. Che non si abdica di fronte ai violenti e alle organizzazioni che vogliono farsi stato nello Stato. Sconcertante è stata la tua assenza come leader, come Premier. In una situazione così drammatica avresti dovuto dimostrare a tutti sicurezza e capacità d'intervento, mettendoci la faccia! Per proteggere i cittadini, sedare i conflitti e far capire a tutti che le Istituzioni ci sono. Sempre. E non soltanto per vedere la partita. Questa è forse stata la tua prima vera emergenza da Presidente del Consiglio dove oltre alla partita si è giocata la credibilità dello Stato e tu l'hai gestita da spettatore”.

Lettera Renzi del sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti

Caro Presidente Renzi,

Le scrivo questa lettera aperta perché, come Lei, sono tifoso viola e sabato ero all’Olimpico per la finale di Coppa Italia, fra l’altro a pochi metri da lei.

Tralascio il disagio provato, il fatto che nessuna comunicazione sia stata data nei minuti in cui sarebbe dovuta iniziare la gara, mentre si vedeva il capitano del Napoli andare a parlare con i capi ultrà.

Il motivo per cui Le scrivo è che l’Italia non può più sopportare di essere ostaggio di criminali incalliti che in ogni settore della vita sociale spadroneggiano.

Accade allo stadio ma anche in altri settori. Basta leggere le cronache. Personaggi pluripregiudicati che non solo non si redimono, ma raffinano le tecniche di offesa alle cose e alle persone.

Ho sentito invocare il Daspo a vita. Questa, secondo me, è una misura valida per chi usa tirare le banane ai giocatori di colore, ma non per criminali che usano il calcio come pretesto per fare confusione o, peggio, compiere atti terribili.

Proprio quello che è successo sabato è la riprova di quello che dico : i fatti sono avvenuti a chilometri dallo stadio, quindi in un certo senso con la partita non avevano nulla a che vedere. Se a un delinquente di questi gli dai solo il Daspo a vita, continuerà a fare confusione a chilometri dallo stadio.

Allora la medicina è una vera tolleranza zero. Per i delinquenti da stadio, che non sono poi migliaia, ci vogliono pene severissime e carcere duro. Lo stesso per tutti gli altri criminali abituali. Solo così l’Italia potrà dirsi libera dalla morsa di persone che hanno il solo scopo di creare confusione e seminare terrore. Lo Stato non può essere complice o assistere passivamente. In altre nazioni hanno usato con successo il pugno di ferro. Facciamolo anche noi.

Maurizio Marchetti, sindaco di Altopascio

Luca Tani (Forza Italia): "Strano clima intorno alle Forze dell'Ordine"

"Mi pare mera demagogia quella che in queste ore sta mettendo sotto accusa le forze dell'ordine italiane per i fatti relativi alla finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli", dichiara il candidato al consiglio comunale di Firenze nella lista di Forza Italia. "Si sta denunciando cosa e con quale proposta? Le nostre forze dell'ordine avrebbero chiesto a Genny 'a Carogna il permesso per far cominciare la partita o semplicemente invitato un capo ultras a tenere calma la tifoseria napoletana, così come  fanno con un gruppo di manifestanti, scioperanti, o altri gruppi riuniti che per vari motivi potrebbero scadere in atteggiamenti violenti?. Non è certo questo il modo per aiutare le nostre forze dell'ordine che quotidianamente si dimostrano servitori dello Stato e dei cittadini". "Comprendo che non faccia notizia sottolinearlo - conclude Tani - ma poi non ci meravigliamo se il sistema Italia non migliora"

Exit mobile version