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Primo maggio, la Cgil: "Le associazioni dell'impresa dovrebbero scusarsi. Aprire durante le feste non fa aumentare i consumi"

foto d'archivio

Alla vigilia del 1° Maggio, festa del lavoro la Cgil ribadisce la propria contrarietà alle aperture dei negozi per le festività civili e religiose e chiede il rispetto del significato e del valore sociale di queste festività, ma la quasi totalità delle imprese da questo orecchio non ci sentono.

“Per anni, dichiara Daniele Quiriconi della segreteria della Cgil Toscana, ci hanno detto che avremmo aumentato i consumi aumentando gli orari e le aperture dei negozi. Credo che qualche organizzazione d'impresa dovrebbe chiedere scusa, perché in quattro anni i consumi sono calati di oltre 10 punti: non è aprendo di più i negozi che si restituisce capacità di spesa a chi non ne può avere”.

“Siamo in piena campagna elettorale, aggiunge Cinzia Bernardini, Segretaria della Filcams CGIL Toscana, e questa è l'occasione giusta per chiedere che venga cancellata la legge sulle Liberalizzazioni, anzi chiediamo a tutti i politici e candidati alle prossime elezioni di esprimere la propria posizione su questo tema e di sottoscrivere un impegno concreto per l’abrogazione della legge Monti, contro l'obbligo a lavorare nei giorni festivi e liberare le Feste”.

“La Filcams, continua Bernardini, in occasione della  Festa del 1° Maggio all'Obihall di Firenze, cui abbiamo aderito  e e contribuito convintamente, chiederà a tutti i politici e candidati presenti di condividere non solo la musica e il cibo, ma anche il valore della battaglia che le lavoratrici ed i lavoratori del commercio stanno facendo, chiedendo un impegno a mettere in campo le iniziative necessarie per impedire le aperture degli esercizi commerciali in alcune festività civili e religiose e per togliere l'obbligo al lavoro festivo alle lavoratrici e ai lavoratori.

All'Obihall in programma un apericena a km zero (offerta libera), la consegna del 'Premio Cavallo 2014' e il concerto del Club Tenco (ingresso libero).

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