Montelupo al centro delle cronache politiche dopo le primarie del PD. Una vicenda che si è trascinata per un mesetto fino alla soluzione Paolo Masetti.
gonews.it ha intervistato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, montelupino doc e anche membro della segreteria nazionale del partito.
Prima domanda, andiamo al sodo: oggi il candidato sindaco è una persona di grande livello e stimabilissimo, ma non ha partecipato alle Primarie. I renziani e non solo storcono la bocca…
"…e in parte hanno ragione - attacca l'onorevole Lotti -. Le primarie sono lo strumento che il PD - sin dalla sua nascita - utilizza regolarmente per coinvolgere i cittadini nella scelta dei propri candidati e siamo l'unico partito a farlo davvero. Certo possiamo aprire una riflessione, seria, sulle primarie nei piccoli Comuni, magari sotto i 10 mila abitanti: ma lo ribadisco, le primarie restano uno straordinario mezzo di partecipazione. Nello specifico, quelle di Montelupo sono state primarie molto appassionate, che hanno visto due schieramenti molto compatti e combattivi. Il risultato però ha evidenziato una spaccatura a metà tra i nostri elettori e simpatizzanti. Evidentemente i due candidati erano entrambi persone di alta qualità e competitivi, nessuno è riuscito a imporsi sull’altro in maniera netta. Tizzanini e Terreni, due persone intelligenti e di valore, hanno dimostrato non solo di essere interessati al futuro della propria comunità ma anche capaci di fare scelte nell’interesse del Pd".
Cosa dice a chi ha votato Tizzanini o Terreni e invece troverà sulla scheda un terzo nome? E poi, come ne esce il PD di Montelupo dopo un mese di ricorsi, diatribe e scontri interni? Da dove si riparte?
"Ai nostri elettori dico di avere fiducia nel Partito Democratico. Questa esperienza ha confermato ancora una volta che il nostro è un partito serio, nel quale si discute, ci si confronta anche in modo aspro, ma alla fine si riesce sempre a trovare compattezza. In questo caso e con la definizione delle Liste è stata proprio l’assemblea del PD a trovare una giusta sintesi: questo i montelupini credo che l’abbiano capito molto bene. Con la candidatura di Paolo Masetti è stato possibile ritrovare l’unità e la determinazione per affrontare, nel migliore dei modi, le prossime elezioni amministrative. Dunque ripartiamo tutti insieme e lasciamoci definitivamente alle spalle polemiche, ricorsi e recriminazioni. Iniziamo a correre compatti, fianco a fianco".
Teme per il risultato finale, che forse adesso può sembrare meno scontato di prima?
"In campagna elettorale nulla è scontato. La politica in questo è come il calcio: puoi essere una squadra che naviga in zona Champions, ma questo non vuol dire che non puoi perdere in casa con l’ultima in classifica. Noi non diamo nulla per scontato e, anzi, il nostro impegno è sempre a lavorare di più e meglio. E ne sono convinto, il partito di Montelupo è oggi certamente più forte di tre settimane fa".
Siamo curiosi, cosa ha detto a Terreni quando l’ex candidato sindaco è arrivato al Nazareno?
"In quella occasione, con non poca difficoltà, ho tolto la giacca di montelupino e ho messo quella da responsabile organizzazione della segretaria nazionale Pd. A parte le battute, insieme a lui, Parrini e Sostegni abbiamo cercato la migliore soluzione. Simone, ma non ce n’era bisogno, si è dimostrato ancora una volta una persona seria ed onesta".
Dopo l’esperienza montelupina non crede che alcune postille del regolamento delle Primarie debbano essere riviste e rese più nette e chiare?
"Come dicevo in precedenza le Primarie sono un grande strumento di partecipazione, e confermano la propria attualità e utilità; questo non toglie la possibilità di riflettere e discutere su alcune singole situazioni, in particolare per quelle realtà più piccole, se non addirittura piccolissime, dove si rischia di avere vittorie per pochi voti. Ma di questo avremo modo di riparlarne in futuro".
L’ultima cosa, un anno e mezzo fa gonews.it titolò in riferimento alla sua storia "Da Samminiatello verso Palazzo Chigi". Complimenti, c’avevamo preso. Come sta andando a fianco di Renzi?
"E’ una esperienza unica che fa tremare i polsi e sentiamo il peso di questa responsabilità. Abbiamo poco tempo e gli Italiani pretendono – giustamente – segnali forti e immediati; e il Governo ha già iniziato a dare le risposte che gli italiani si aspettano. Basti pensare agli 80 euro in busta paga in più per chi ha un reddito inferiore a 24 mila euro l’anno o il percorso sulle riforme per abolizione del bicameralismo perfetto, la riforma del Senato e del Titolo V, e che ci consegnerà una nuova legge elettorale per garantire la governabilità. Ce la stiamo mettendo tutta per far ripartire il nostro Paese, non stiamo qui a scaldare le sedie".
Ci interessa molto anche la sua delega all’editoria, che novità ci attendono…
"E’ un settore strategico per la qualità della nostra democrazia. Voglio, fin da subito, impostare il mio impegno verso alcuni obiettivi strategici: rendere più efficace e razionale l’uso delle risorse, promuovere l’innovazione, favorire nuova e migliore occupazione nel settore".
Riesce a tornare a Montelupo o a Samminiatello con questi impegni a Roma?
"Le rispondo con una battuta: Roma è alla periferia di Montelupo, per fortuna in due ore sono a casa".
Giacomo Cioni
