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Cooperazione, nuove norme per la promozione e lo sviluppo. Approvate dal Consiglio regionale a maggioranza

Palazzo Panciatichi

Per meglio promuovere e sviluppare il sistema cooperativo della Toscana, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una nuova legge. L’obbiettivo è quello di adeguare la vecchia normativa alla nuova realtà economica e sociale.

È stata la presidente della commissione Sviluppo economico Rosanna Pugnalini ad illustrare il testo, sottolineando che il mondo della cooperazione, meglio di altri, è riuscito a reggere alla crisi. A suo giudizio il sistema cooperativo rappresenta uno strumento particolarmente adatto a sviluppare processi di imprenditorialità partecipata, sostenibile. In questa prospettiva, sono stati definiti i nuovi compiti della Consulta per la cooperazione, guardando soprattutto ai giovani, e sono state previste forme di sostegno agli investimenti utilizzando anche strumenti finanziari. Altre novità riguardano il supporto alle iniziative imprenditoriali in forma cooperativa di lavoratori espulsi da aziende in crisi, la promozione di cooperative fra medici ed operatori sanitari e lo sviluppo della cooperazione di comunità nelle aree montane, marginali e svantaggiate, come opportunità per la gestione di servizi nelle realtà medio-piccole, dove verrà meno la gestione diretta di enti pubblici.

Marina Staccioli ha annunciato il voto di astensione, perché, a suo giudizio, le cooperative formate da dipendenti che rilevano parte dell’azienda non hanno strumenti sufficienti per lo sviluppo dell’attività. Se da un lato, a suo parere, è opportuno promuovere il sistema cooperativo nelle aree montane e marginali, dall’altro lo è molto meno in altri settori, come le aziende speciali dei comuni.

Secondo Marco Taradash la proposta di legge iniziale era un tentativo di sostituire il sistema capitalistico di mercato con il sistema cooperativo gestito dalla Regione. Qualcosa è cambiato nel testo finale, ma, a suo giudizio, resta il dubbio di voler estendere il controllo politico a nuovi settori, introducendo forme di concorrenza non leale. Per questo ha annunciato voto contrario.

Nicola Nascosti ha sottolineato l’importanza della cooperazione sociale ed il suo ruolo positivo nel sistema economico, soprattutto sul fronte occupazionale. A suo parere, però, le preoccupazioni di Taradash sono legittime, in particolare nel settore sanitario. Da qui il suo voto di astensione.

Secondo Ivan Ferrucci la legge rappresenta un passo avanti, ma non è un lavoro finito. Da qui la necessità di una riflessione complessiva sulla competitività, le forme di lavoro, il modello di sviluppo, la formazione. In questo quadro, a suo parere, la legge fornisce una serie di indirizzi precisi.

Giusepppe Del Carlo ha annunciato il voto di astensione, preoccupato che si creino situazioni di concorrenza sleale, che non servono allo stesso sviluppo della cooperazione.

Voto contrario è stato infine dichiarato da Gabriele Chiurli, convinto della necessità di tenere nettamente distinti pubblico e privato, mentre le cooperative sono una sorta di ‘terra di nessuno’.

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale

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