Le piccole imprese fino a dieci dipendenti, che producono rifiuti pericolosi sono state escluse dal Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), cancellando così, l'equiparazione negli adempimenti sui rifiuti tra un piccolo artigiano, un commerciante e una impresa di maggiori dimensioni. Il decreto è stato firmato dal Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti. Nessuna modifica è stata introdotta per quello che attiene, invece, alle imprese di trasporto di rifiuti pericolosi, tenute ad utilizzare il Sistri a prescindere dalla propria dimensione. Il termine per pagare il contributo 2014, per chi vi è obbligato, infine, viene fissato dal decreto al 30 giugno 2014.
Quella contro il Sistri, è stata una battaglia che Confartigianato ha combattuto fin dal 2009, quando la legge fu varata, perché rappresentava una complicazione molto costosa e inutile nell'attività delle imprese.
Adesso Confartigianato manifesta tutta la propria soddisfazione. L’esclusione delle imprese di piccola dimensione dal sistema era un atto atteso, visto che lo stesso Ministero aveva riconosciuto la validità delle ragioni delle aziende.
“Il ministro Galletti – dice Confartigianato in una nota - ha saputo mantenere con coerenza l’impegno assunto con le rappresentanze delle Pmi e con Confartigianato in particolare. Tuttavia ciò non basta a far mutare il nostro giudizio profondamente negativo sulle attuali disposizioni del Sistri, tra cui l’interoperabilità, che hanno dimostrato troppe criticità ed inefficienze. Il sistema è scarsamente trasparente, ed è causa di pesanti e onerosi adempimenti per le imprese. Per questo auspichiamo nel prossimo incontro di poter affrontare una volta per tutte la questione Sistri nella sua interezza, a cominciare dall’esclusione anche per i piccoli trasportatori e i piccoli gestori”.
Insomma, Confartigianato punta decisamente a “rottamare” definitivamente il Sistri, sostituendolo con un sistema gratuito, semplice ed a misura di micro e piccola impresa.
Ma rimane aperta anche un'altra partita, quella che riguarda il passato. Dal 2009 ad oggi il “conto” pagato dalle imprese al Sistri – quelle adesso escluse - è stato pesantissimo.
“Che succede adesso – chiede Simone Balli, presidente di Confartigianato Pistoia -. Le somme che abbiamo versato in questi quattro anni, che fine faranno? Verranno restituite alle aziende?”
A livello nazionale in questi anni il Sistri - applicato a 300mila - è costato 250 milioni di euro, soldi pagati ad un sistema che non ha mai funzionato
Fonte: Ufficio stampa Confartigianato
