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Accordo di programma firmato al Ministero da 250 milioni. Rossi: "In 2-3 anni torniamo a fare l'acciaio"

La conferenza stampa a Palazzo Chigi: da sinistra Claudio De Vinceti, Enrico Rossi e Roberta Pinotti

''Abbiamo firmato l'accordo di programma per Piombino, è una tappa fondamentale per dare un futuro ai lavoratori e ai cittadini''. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

I punti qualificanti dell'accordo: investimenti porto, riqualificazione Lucchini e politiche lavoro

Ringrazio il Pontefice che ha risposto ai lavoratori e la sua risposta ha proiettato sul piano nazionale la vicenda di Piombino. Con queste parole il presidente della Regione Toscana commenta a Palazzo Chigi la firma dell'accordo di programma per la ricoversione ecologia della siderurgia. Il presidente ha poi proseguito ringraziando i lavoratori per la maturità, la passione e la competenza dimostrata in questa vicenda. Oggi a Piombino è un giorno triste, ha aggiunto ancora, si sono avviate le procedure per spegnere l'altoforno. Una vicenda che viene vissuta con la morte nel cuore, si chiudono 150 anni di storia.

L'accordo di programma firmato oggi, ha proseguito il presidente, rappresenta la speranza e la determinazione delle istituzioni e dei lavoratori di ricostruire l'area a caldo, di fare di Piombino il centro italiano dove si continuerà a produrre acciaio in modo più ambientalmente sostenibile e con un maggior risparmio energetico. Insomma Piombino entro due o tre anni sarà un centro siderurgico all'avanguardia in Europa. Si chiude un vecchia e gloriosa storia industriale ma, ha concluso, con questa firma si riapre una nuova storia con l'obiettivo di continuare produrre acciaio a Piombino.

Si chiama "Disciplina degli interventi per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino": è l'accordo di programma firmato a Roma dal presidente della Regione Toscana con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero della Difesa, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell'Ambiente, il Ministero del lavoro e politiche sociali. Gli altri firmatari sono la provincia di Livorno, il Comune di Piombino, l'Autorità Portuale di Piombino, l'Agenzia del Demanio e l'Agenzia Nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa spa.

Grazie a questo accordo a Piombino tra il polo siderurgico e il porto arrivano 252 milioni. 110 milioni dal Governo, 142 milioni dalla Regione

• Dal Governo: 50 mln per le bonifiche e 20 mln per incentivi agli investimenti.
• Dalla Regione 62 mln per incentivi e 10 mln per bonifiche delle aree portuali
• Dal Governo per l'ammodernamento del porto 40 milioni e dalla Regione per il porto 70 milioni

Mancano al momento le risorse per la viabilità di raccordo tra il porto e la superstrada, ma nell'accordo c'è nero su bianco l'impegno del governo a "ricercare le risorse per il completamento dell'autostrada tirrenica prevedendo anche un integrazione di risorse pubbliche".

L'accodo sancisce l'impegno complessivo di tutti i soggetti a fare di Piombino un polo siderurgico fra i più competitivi ed ecologici d'Europa

L'accordo ribadisce che "é interesse dei soggetti sottoscrittori del presente accordo di programma, in un arco temporale definito e concordato, il recupero ambientale e la riqualificazione delle attività produttive, la reindustrializzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali, previo risanamento ambientale delle aree interessate."

Viene definito "Obiettivo comune" il "sostegno a processi di trasformazione industriale del ciclo produttivo di metallo liquido dello stabilimento Lucchini spa di Piombino" grazie a tecnologie che presentino "un miglioramento delle prestazioni ambientali ed energetiche del processo a caldo" e che "consentano maggiore flessibilità produttiva, ivi compreso l'uso della fusione elettrica".

L'accordo ribadisce che "una delle potenziali direttrici di reindustrializzazione dell'area è costituita dal potenziamento delle attività portuali" attraverso "attività di smantellamento delle navi di manutenzione e refitting navale" anche grazie ad "un adeguato bacino di galleggiamento e/o carenaggio" .

Il Governo si impegna "a rendere disponibili navi da smantellare del Ministero della Difesa" e lo stesso Ministero entro tre mesi da oggi definirà un "cronoprogramma" di dismissione "anche in termini di numerosità e tonnellaggio". Il ministro Pinotti ha confermato che sono già in lista di attesa per la rottamazione 38 navi.

L'accordo definisce "una complessiva e unitaria manovra di intervento sull'area di crisi industriale complessa di Piombino" con un "progetto di messa in sicurezza, riconversione e riqualificazione dell'area industriale."

Tre gli assi di intervento dell'accordo.

• Il primo riguarda la riqualificazione ambientale e produttiva del sito produttivo con due azioni: a) la riconversione e l'efficientamento energetico e il miglioramento ambientale del ciclo dello stabilimento e b) il progetto integrato di messa in sicurezza e reindustrializzazione delle aree della Luccini (proprietà e concessione) nel comune di Piombino.
• Il secondo riguarda la riconversione e riqualificazione produttiva dell'area di crisi industriale complessa di Piombino con 4 azioni: a) il potenziamento della viabilità dell'area portuale con il completamento della bretella con l'autostrada A12 – Lotto Gagno-Montegemoli b) il potenziamento delle attività portuali per smantellamento, manutenzioni e refitting navale c) il rafforzamento produttivo dell'area di crisi industriale di Piombino d) la razionalizzazione delle infrastrutture energetiche del polo industriale di Piombino
• Il terzo riguarda le politiche attive del lavoro e le misure di reimpiego anche in progetti di riconversione. Due le azioni: a) riqualificazione del personale b) misure per il reimpiego anche in progetti di riconversione

Per quanto riguarda il progetto di riconversione dello stabilimento Lucchini (asse 1 azione 1) Ministero dell'economia e Regione valutano la possibilità di incentivare uno o più progetti rivolti a maggiore efficienza energetica e riduzione dell'impatto ambientale. Entro 6 mesi dall'acquisto del complesso industriale (tutto o in parte) l'acquirente deve chiedere le agevolazioni.

Per quanto riguarda la bretella di collegamento all'Autostrada, il Governo si impegna a indire la conferenza dei servizi che approvi il progetto definitivo del tratto Geodetica – Gagno entro luglio 2014. Per il tratto da Gagno a Poggio Batteria, dove esiste da parte di Sat la sola progettazione, il Governo si impegna a individuare risorse aggiuntive.

Regione, Provincia, Comune di Piombino e Autorità portuale costituiscono una Cabina di Regia, aperta ai sindacati, per coordinare gli interventi e i rapporti con i Ministeri firmatari dell'accordo.

Rossi, in 2-3 anni torniamo a fare acciaio

''Abbiamo la speranza e la determinazione a ricostruire l'area a caldo, nell'arco di due tre anni vogliamo una nuova produzione di acciaio a Piombino''. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, alla conferenza stampa sull'accordo di programma per Piombino a Palazzo Chigi. ''Oggi chiude una lunga e gloriosa storia industriale, vogliamo aprirne una nuova. Vogliamo continuare a fare i binari più lunghi d'Europa'', afferma Rossi.

Fiom, accordo risultato di lotte lavoratori

''Non bisogna rassegnarsi all'idea che non esista un futuro industriale per Piombino. La sottoscrizione dell'accordo di programma è un primo risultato della lotta dei lavoratori''. Così il coordinatore Fiom per la siderurgia, Gianni Venturi, commenta l'accordo di programma per la riconversione del polo di Piombino.

Kutufà: “Ora le offerte vincolanti per la Lucchini, vera scommessa che dobbiamo vincere per la ripresa economica di tutto il comprensorio della Val di Cornia”

“La firma del sofferto accordo di programma per Piombino, su cui è intervenuto con particolare sollecitudine il Papa, mostrando ancora una volta una straordinaria attenzione  ai problemi del lavoro e della dignità dell’uomo, mette un punto fermo su questa vicenda”.  Così si è espresso il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, al termine della riunione convocata dal presidente del Consiglio Renzi  a Palazzo Chigi.
“La sottoscrizione dell’accordo - sottolinea il presidente - conferma  la volontà comune del Governo, della Regione e di tutti gli Enti interessati a cooperare per la continuità industriale, realizzando contemporaneamente investimenti infrastrutturali e logistico-portuali, in un ambiente più sano”.
Per il raggiungimento degli obiettivi legati, in particolare, al risanamento ambientale, per Kutufà è significativa la proposta, condivisa dai lavoratori, di utilizzare il personale in cassa integrazione.
“Ora è fondamentale il rispetto dell’accordo raggiunto e che si manifestino concretamente le offerte vincolanti per la Lucchini che – si augura Kutufà - prevedano la più ampia ripresa produttiva dello stabilimento, con tecnologie avanzate e ambientalmente sostenibili.
Questa è la vera scommessa che dobbiamo vincere perché l’economia della Val di Cornia riparta in maniera decisa, dando risposte alle giuste attese del territorio”.

Parrini (PD): “Base seria per futuro Piombino. Sfida di politica industriale per la Toscana”

“L’accordo di programma di oggi, frutto dell’impegno di Governo, Regione, comune di Piombino e parti sociali, è una base seria per dare un futuro produttivo sostenibile e moderno al polo siderurgico di Piombino e a tanti lavoratori. Ne va supportata passo passo l’attuazione con concretezza ed energia. Questa è una vera e propria sfida di politica industriale per la Toscana e per l’Italia”.

Così Dario Parrini, deputato e segretario del Pd toscano, commenta  la firma dell'accordo di programma sulla Lucchini.

Galletti, mi impegno a bonifiche in tempi brevi

''Rispetteremo fino in fondo il compito di fare le bonifiche in tempi brevi, con l'impegno forte di 50 milioni di euro''. Così il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, alla conferenza stampa sull'accordo di programma per Piombino a Palazzo Chigi.

''Non vogliamo cadere nella trappola burocratica per cui per fare un'Aia ci vogliono 50 mesi'', aggiunge il ministro. L'accordo di programma per Piombino serve ''a uscire dalla trappola della green economy'' osserva Galletti. ''In questa operazione noi possiamo affermare che mission vera del ministero dell'Ambiente - conclude - non è quella di essere il contraltare dello Sviluppo economico o degli enti locali ma lavorare insieme a loro per far capire che con l'ambientalizzazione si possono creare posti di lavoro e sviluppo anche in un settore difficile come la siderurgia''.

Lucchini: lavoratori sciolgono l'assemblea permanente

Dopo che i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato ai lavoratori la firma dell'accordo di programma tra istituzioni ed enti locali a Palazzo Chigi, è stata sciolta l'assemblea permanente di fronte alla Lucchini di Piombino e si è concluso il volantinaggio sulla strada di ingresso alla città. Resta lo sciopero fino alle 22, ma i sindacati hanno annunciato che si metteranno "subito al lavoro" per verificare e fare il punto della situazione sugli ammortizzatori sociali in particolare per le aziende in appalto alle acciaierie. Il 5 maggio è stata già fissata una nuova assemblea in fabbrica per coinvolgere e informare tutti i lavoratori sui contenuti dell'accordo di programma firmato oggi.

"Nel protocollo d' intesa ci comunicano che sono state accolte le nostre richieste - ha spiegato Vincenzo Renda, segretario provinciale Uilm - al centro delle quali c'era la questione del futuro della siderurgia piombinese attraverso i finanziamenti in grado di incentivare l'interesse di un imprenditore a realizzare Corex e forno elettrico. Finanziamenti che permetteranno inoltre la realizzazione di infrastrutture che attendiamo da anni".

Manciulli (Pd), accordo pone basi per rinascita

"L'accordo firmato oggi a Palazzo Chigi è da un lato un epilogo drammatico, dall'altro l'indispensabile premessa per preservare l'occupazione e far rinascere il polo produttivo di Piombino". Così il deputato del Partito Democratico Andrea Manciulli commenta la firma dell'accordo di programma per la riconversione della Lucchini firmato oggi a Palazzo Chigi. "Quello vissuto dalla città di Piombino - spiega Manciulli - è un momento molto difficile e doloroso. Fare i conti con la propria identità e l'incertezza per il futuro non possono che creare apprensione e amarezza. Ci sentiamo animati dal dovere morale di aiutare la comunità di Piombino a superare questo momento".

"L'accordo raggiunto oggi - continua il deputato Pd - deve tuttavia ridare coraggio e fiducia alla città: offre delle garanzie sulla salvaguardia dell'occupazione nella fase di transizione, pone le basi per una riconversione tecnologica che potrebbe portare a una rinascita dell'area. Per questo ringraziamo il governo, il presidente Enrico Rossi e la Regione Toscana, il sindaco e l'autorità portuale di Piombino e tutti gli enti locali che si sono adoperati per contribuire a quest'accordo". "Da parte nostra - conclude Manciulli - in Parlamento saremo al fianco dei lavoratori e della città per fare in modo che tutto quello che si può fare in più, lo si faccia. Piombino ha più volte dimostrato nella sua storia la determinazione e la forza per rialzarsi. Sono convinto che anche in questa occasione lo farà".

Brogi (SEL): "Unica alternativa lavorare per il futuro della fabbrica: questo l'impegno di SEL"

"Noi non ci rassegniamo a considerare lo spegnimento dell’altoforno l’ultimo atto di una secolare attività. Soprattutto non accettiamo che oltre duemila lavoratori diretti, più quelli dell’indotto, con il lavoro perdano tutto e finiscano, con le loro famiglie, nel baratro della disperazione. I lavoratori della principale fabbrica siderurgica di Piombino (che insieme a Magona-Arcelor Mittal e Tenaris-Dalmine, più piccole, costituiscono il secondo distretto italiano dell’acciaio) devono avere un futuro".

Lo afferma il coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Giuseppe Brogi.
"Attivare contratti di solidarietà - prosegue - reimpiegare i lavoratori per una complessiva opera di bonifica di una grande area, attrezzare l’impianto con il forno elettrico e la tecnologia Corex, realizzare la bretella di collegamento con il porto, completare i lavori per l’ampliamento del porto, attivare la fase della rottamazione delle vecchie navi in quel sito. Sono le condizioni per coinvolgere investitori esteri e insieme costruire il futuro del polo della Valdicornia".
"Nessuno può più scansare questi paletti e a nessuno è permesso di cavarsela con i tweet o con i tanti tavoli. Non è ammissibile che un Paese come l’Italia tra Taranto e Piombino perda l’industria siderurgica, peraltro base di tanti altri cicli produttivi, e rimanga alla mercé delle produzioni estere o di piccoli e spregiudicati padroncini italici che vorrebbero fare a fette quel patrimonio di competenze. Non è accettabile che un governo nazionale, com’è accaduto da troppi anni a questa parte, si limiti a osservare il declino e la deindustrializzazione di interi comparti: in altri Paesi i governi se serve entrano a gamba tesa e difendono le loro industrie. In Italia manca da anni una politica industriale, e si potrebbe dire la stessa cosa per l’agricoltura, l’energia, la mobilità e tanto altro. Non sappiamo che farcene di esponenti politici nazionali che girano intorno alla crisi e non producono un atto per risolverla: non sono lì per farsi belli".

"Se le condizioni per salvare il destino di migliaia di lavoratori a Piombino ci saranno - dice ancora Brogi - spetterà ai lavoratori sorvegliare affinché tempi e modi vengano rispettati e, nel nostro piccolo, noi saremo con loro. Di certo tutto va fatto in fretta e qui si misura su di una cosa serissima la velocità decantata per altre e meno importanti cause: i prossimi venti giorni, prima dello spegnimento definitivo, sono decisivi".
"Sel ha seguito la vertenza Lucchini nel corso di questi mesi, partecipando a presidi di fronte alla fabbrica, a cortei sull’Aurelia, fino alla grande manifestazione cittadina con i segretari nazionali dei sindacati ed andando anche di fronte alla Camera con i compagni del circolo di Piombino; Marisa Nicchi, in particolare, è stata infaticabile tra Piombino e l’aula di Montecitorio, e il Gruppo parlamentare Sel oggi ha giustamente chiesto che la Commissione lavoro si rechi subito a Piombino e se serve lì rimanga e testimoni la serietà degli impegni. Sempre poco, quello che abbiamo saputo fare rispetto alla portata del dramma, ma oggi lo ribadiamo: se la Lucchini è ferita e in ginocchio altro non vi può essere che lavorare per delineare un futuro dei suoi lavoratori e per Sel non v’è altro impegno che non sia questo".

Lucchini, Bonafè PD: accordo apre nuova fase

"Il governo Renzi ha immediatamente preso a cuore la situazione di Piombino. L’accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo Economico è un punto di partenza fondamentale. Il grande tema che coinvolge la responsabilità di tutte le istituzioni è quello della riconversione del siderurgico con una riqualificazione ambientale che deve coinvolgere i lavoratori della Lucchini”.
Lo afferma la deputata Simona Bonafè (Pd), candidata capolista nella circoscrizione del Centro Italia alle prossime elezioni europee del 25 maggio, nel corso di una manifestazione elettorale in Toscana.

“In questa nuova fase che si apre con l’accordo di programma – aggiunge la deputata democratica - gioca un ruolo rilevante l’Europa che dovrà assicurare una riconversione compatibile con l’ambiente ”.

Rossi, grazie a papa Francesco e ai lavoratori

"Ringrazio il Pontefice che ha risposto ai lavoratori e la sua risposta ha proiettato sul piano nazionale la vicenda di Piombino". Cosi' il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commenta la firma dell'accordo di programma per la riconversione ecologia della siderurgia. Il presidente ha poi proseguito ringraziando i lavoratori "per la maturità, la passione e la competenza dimostrata in questa vicenda".

"L'accordo di programma firmato oggi - ha proseguito il presidente - rappresenta la speranza e la determinazione delle istituzioni e dei lavoratori di ricostruire l'area a caldo, di fare di Piombino il centro italiano dove si continuerà a produrre acciaio in modo più ambientalmente sostenibile e con un maggior risparmio energetico. Insomma Piombino entro due o tre anni sarà un centro siderurgico all'avanguardia in Europa. Si chiude un vecchia e gloriosa storia industriale ma, ha concluso, con questa firma si riapre una nuova storia con l'obiettivo di continuare produrre acciaio a Piombino".

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