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I Cobas scrivono all'Ato: "È ora di stabilizzare i precari"

foto d'archivio

I Cobas hano scritto questa lettera aperta all'Ato Toscana

Cari sindaci, siamo i lavoratori dell'igiene ambientale aderenti ai Cobas. Vogliamo sottoporre alla vostra attenzione, senza preamboli e giri di parole, alcune problematiche inerenti la futura gestione del ciclo dei rifuti.

Andiamo con ordine e con il rischio di sembrare schematici elenchiamo alcuni argomenti sui quali aprire il confronto

Sono decine i lavoratori precari che attendono la stabilizzazione. Oggi le municipalizzate sono sottoposte a molti vincoli in materia di assunzione imposti agli enti locali ma nel corso degli anni senza questi precari i servizi non sarebbero stati erogati, precari confermati spesso con livelli inferiori e perdita di ore e di salario. Non credete sia giunto il momento di stabilizzare questi lavoratori?

Quando le aziende comunicheranno gli organici all'Ato toscana, vi impegnate a includere tutti i lavoratori precari che abbiano almeno una anzianità di servizio superiore a 4 mesi? alcuni numeri:i precari all'Ersu di Pietrasanta sono 39, tra Geofor, Avr si raggiungono quasi gli stessi numeri.

Se poi guardiamo alle ditte appaltatrici, qui regnano le cooperative e solo nella provincia di Pisa tra Manutencoop di Pontedera e Arca ci sono 260 addetti alla raccolta porta a porta che dovranno essere inseriti nell'organico dell'Ato e come loro tutti i lavoratori , soci o dipenenti che siano, del variegato mondo delle cooperative alle quali sono stati affidati alcuni dei servizi (emblematico è il caso della Burchi).

Molti servizi sono in appalto a cooperative, ci chiediamo cosa ne sarà di questi colleghi . La nostra richiesta è di includere negli organici anche questi lavoratori dando loro certezze occupazionali per il futuro.

Ad uguale lavoro uguale salario, è una rivendicazione non solo uno slogan. Troppi sono i contratti applicati nell'igiene ambientale, non pensate di ridurre a due i contratti nazionali applicati nell'igiene ambientale, ossia Fise e Federambiente ?

Come pensate di costruire una autentica filiera del riciclo perché possa svilupparsi una filiera industriale ad impatto ambientale zero?

Come pensate che andrà a impattare la nuova gestione del ciclo rifiuti sui rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori? Avete già provveduto ad aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (richiesto dal Testo Unico D.Lgs.81/08) delle aziende partecipate dai comuni in relazione alle significative variazioni del ciclo lavorativo?

Siamo certi che vogliate fornire risposte ai nostri quesiti!

Fonte: Cobas Igiene Ambientale\Cobas Lavoro Privato Pisa e Versilia

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