Progressiva accelerazione nel recupero dell’export pistoiese durante il 2013 e buoni risultati dal confronto con gli altri territori: è questo il senso dell’approfondimento condotto congiuntamente dagli Uffici Studi delle Confindustrie di Pistoia e Prato sui dati dell’export dello scorso anno, sia in chiave comparativa che temporale.
I valori esportati da Pistoia nel 2013 hanno in pratica pareggiato quelli del 2012 (+0,8%, escludendo le principali anomalie), ma l’aspetto da rimarcare è stato il recupero nella seconda parte dell’anno: l’ultimo trimestre del 2013 ha messo a segno un +7,1% tendenziale (calcolato sullo stesso aggregato di prodotti), che ha collocato la nostra provincia tra quelle nazionali più vivaci (30-esimo posto su 107) in questa fase finale dell’anno.
In una prospettiva più lunga, lo studio mostra come l’export pistoiese si sia riavvicinato nel 2013 ai livelli precedenti la crisi globale 2008-09 con un andamento a “doppia V”: recupero nel 2010-11, caduta nel 2012 e nella prima parte del 2013, nuovo recupero.
Un originale lavoro econometrico di tipizzazione dei comportamenti all’export delle province italiane negli anni della “doppia crisi”, colloca Prato e Pistoia nel cluster “mediano” delle performance, tra il gruppo più debole (che non mostra segni di reale recupero nel 2013) e quello migliore (che non registra cadute neppure nel 2012).
Per quanto riguarda le famiglie di prodotti, i contributi positivi più rilevanti all’export pistoiese del 2013 sono venuti dal comparto alimentare (bevande: +28,4%, altri prodotti alimentari: +29,7%), dall’elettromeccanica (“altre macchine di impiego generale: +43,1%, “altre macchine per impieghi speciali: +11,7%, “strumenti e forniture mediche e dentistiche: +20,5%”), dalla carta e cartotecnica (articoli in carta e cartone: +4,2%), dall’abbigliamento (+4,8%). In negativo resta la flessione delle “piante”, dei mobili e di alcuni prodotti del comparto moda.
Per quanto riguarda i mercati, quello dell’Unione Europea nell’intero 2013 registra una variazione negativa pari a -2,1% (escludendo le principali anomalie), ma in recupero rispetto alla prima parte dell’anno (-7,0%). La Germania ha fornito il principale contributo positivo (+6%).
Secondo gli stessi criteri, fuori dall’Unione Europea la variazione è stata positiva, +4,0%, allineata alla media italiana. Da segnalare, infine, il +8% degli Stati Uniti, risultato ottenuto nonostante l’estrema debolezza di dollaro e yen rispetto all’euro.
Per Cristiana Pasquinelli, Consigliere incaricato per il Centro Studi, “La crisi internazionale si è abbattuta in modo violento sul sistema produttivo pistoiese, in due periodi distinti durante i quali le aziende hanno dovuto fare i conti con “vuoti” improvvisi della domanda estera, oltre che con la crisi interna. Tuttavia, l’analisi che abbiamo condotto mostra che il sistema manifatturiero pistoiese possiede capacità di reazione ed in particolare è stato in grado di agganciare i segnali di ripresa. La possibilità di mantenere il sistema produttivo su binari di crescita è legata in modo stretto con le condizioni di contesto. A livello locale serve un’attenzione fattiva, non solo annunciata, ai problemi delle imprese, a livello nazionale servono riforme decisive”.
Lo studio completo è disponibile all'indirizzo: www.pistoiaindustria.it, sezione “centro studi”.
Fonte: Confindustria Pistoia
