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Inserire le aziende estere nel tessuto industriale locale. Via al progetto 'Edile' per i Paesi del Mediterraneo

Benedict de Saint Luarent

Crescita del PIL, posti di lavoro e non solo. Gli investimenti esteri possono essere una grande risorsa per le economie locali, ma è necessario essere preparati. A dirlo è Bénédict de Saint-Laurent, esperto di sviluppo economico e consulente del progetto EDILE, presentato stamani a Toscana Promozione e che ha, tra i suoi obiettivi principali, proprio l’elaborazione di strumenti e criteri per ottimizzare i progetti d’investimento in termini di impatto positivo sull’ economia locale.

«Gli investimenti stranieri – ha spiegato Saint-Laurent nel suo intervento - portano risorse extra che consistono, soprattutto, in un capitale immateriale: conoscenza, brevetti, tecnologie. Un capitale che può avere un impatto molto forte sulle economie locali, ma è necessario che il paese o l’area che riceve l’investimento sia ben preparato. Ad esempio, è necessario un certo livello di istruzione locale per beneficiarne a pieno». Oggi, invece, i vantaggi di un investimento estero riguardano, quasi sempre, solo un numero ridotto di persone e di imprese, in particolare quando si parla dell’area mediterranea. Sarebbe opportuno lavorare perché ne possa beneficiare l’intera popolazione. Ed è su questo fronte che si inserisce il progetto EDILE che, evitando posizioni difensive, nasce per far sì che un progetto di investimento sia realmente un’opportunità per le comunità locali.

«Per far questo ci sono un sacco di soluzioni – aggiunge il consulente del progetto -. In primo luogo, possiamo guardare la catena di approvvigionamento della nuova società. Per ragioni di affidabilità, spesso gli investitori preferiscono continuare ad usare i propri fornitori stranieri. Possiamo, invece, aiutarli ad identificare le risorse locali che operano nello stesso campo, suggerendone l’utilizzo». La maggior parte delle aziende che investono all’estero, d’altronde, ha bisogno di servizi informatici, laboratori di stampa, mense, giardinieri, servizi di sicurezza e lavanderie. Tutti servizi che vengono normalmente esternalizzati dandoli in affidamento a fornitori locali, con un chiaro beneficio per l’economia dell’area. I progetti di investimento possono, inoltre, essere sfruttati per migliorare la rete infrastrutturale. Ma questi sono solo alcuni esempi: «Ogni progetto è una realtà a sé e non esiste una ricetta generale – conclude Bénédict de Saint-Laurent -. Ma se vogliamo che gli investimenti esteri siano realmente un’occasione di sviluppo locale,  devono essere assolutamente incorporati nel tessuto industriale locale, in modo che sia pienamente accettato dalla comunità e da garantirne la sua sostenibilità economica» .

All’incontro di presentazione del progetto EDILE hanno partecipato alcuni dei maggiori esperti mondiali di sviluppo economico tra cui i rappresentanti di: ANIMA Investment Network, Office de Coopération Economique pour la Méditerranée et l'Orient (Francia); Agenzia per la promozione dell’industria e dell’innovazione (Tunisia), Ministero per la Cooperazione Internazionale e la Programmazione (Tunisia), Agenzia Francese per lo Sviluppo (Francia), Camera di Commercio, dell’Industria e dell’Agricoltura di  Beirut – Mount Lebanon (Libano), Palestinian Industrial Estate and Free Zone Authority (Palestina), WWF Mediterranean (Italia), Invest in Greece (Grecia).

Il progetto EDILE

Il progetto EDILE prevede l’elaborazione di strumenti e criteri per ottimizzare i progetti d’investimento in termini di impatto positivo sull’ economia locale e soprattutto in termini di sostenibilità ambientale, di aumento di posti di lavoro e di compatibilità con le politiche economiche locali di sviluppo territoriale. Il progetto intende favorire un dialogo tra gli operatori pubblici e privati al fine di migliorare il ruolo delle istituzioni nello sviluppo economico sostenibile della zona mediterranea. Importanti istituzioni, fondi e finanziatori sono coinvolti nel direttivo di EDILE, e nelle azioni legate allo sviluppo e alla promozione del progetto: Banca Europea d’investimento, Unione per il Mediterraneo, Agence Française de développement (Francia), BusinessMed (Francia), Ministero dello sviluppo regionale e della pianificazione (Tunisia), WWF (Italia), Régione PACA (France), Agence des Villes et Territoires Méditerranéens Durables (France), Invest in Greece (Grecia), Finances Conseil Méditerranée (Francia), Caisse des Dépôts et Consignations (Francia).

Fonte: Toscana Promozione - Ufficio Stampa

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