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A Palazzo Bastogi si parla di risorse umane nella sanità

Marco Remaschi

Occhi puntati sulle risorse umane per dare risposte ai cittadini. Questo il senso della giornata di studio “In salute per dare salute, una priorità delle organizzazioni socio-sanitarie in Toscana”, svoltasi oggi, venerdì 11 aprile, in Sala delle Feste di palazzo Bastogi.

Per il presidente della commissione Sanità Marco Remaschi, i 55 mila operatori socio-sanitari non rappresentano solo la ricchezza del sistema, ma anche la speranza di trovare risposte per i toscani, in un contesto di confronto aperto tra Giunta e Consiglio regionale, per valorizzare le competenze e dare futuro alla sanità della nostra regione. Da qui l’impegno della commissione Sanità in vista del Piano sanitario e sociale integrato, legato indissolubilmente alle risorse e interazioni umane, quindi a quella certezza dei rapporti che costituisce un requisito fondamentale per ottenere risultati efficaci. Favorire un libero sistema di relazioni, volto a garantire non solo la salute delle persone ma anche delle stesse organizzazioni, è sempre stato tra i temi affrontati dalla commissione regionale Sanità e politiche sociali.

Come sottolineato dal vicepresidente Stefano Mugnai se l’organizzazione del personale è importante per qualsiasi azienda lo è ancora di più in sanità, dove c’è un nesso inscindibile tra la serenità di chi opera e le risposte ai cittadini. Da qui l’importanza di una giornata come questa che, partendo da un aspetto strategico come quello del personale guarda al futuro della sanità toscana.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere Gian Luca Lazzeri, per il quale la tranquillità aziendale e le persone che lavorano in armonia vanno a vantaggio della salute dei cittadini. Non a caso, errori in campo sanitario, derivanti da negligenze o dimenticanze, trovano correlazione con le criticità relazionali. Il consigliere ha anche proposto di creare uno strumento, a servizio del Consiglio regionale, che metta insieme il Centro di riferimento regionale sulle criticità relazionali, l’Agenzia regionale di sanità e il Centro rischio clinico, proprio per poter misurare la temperatura della sanità toscana.

I progressivi tagli alle finanze destinabili ai servizi sanitari e sociali da un lato suscitano allarme, ma dall’altro devono stimolare la ricerca di rimedi forti, se necessario rivoluzionari, ha affermato la consigliera Lucia Matergi. Rimedi che non possono che ripartire dalle organizzazioni socio-sanitarie, dalla valorizzazione dei professionisti di questo mondo così importante, che da solo assorbe l’80 per cento del bilancio regionale, per ricreare un senso di appartenenza convinto. In questo impegno istituzionale la commissione Sanità, come ricordato dalla consigliera, si avvale di un partner di verificato valore: il Centro di riferimento regionale sulle criticità relazionali (Crrcr), istituito dal 2007 e indispensabile per continuare a garantire l’efficacia del sistema.

I lavori sono proseguiti con le relazioni di responsabile, vicepresidente e collaboratori del Centro – rispettivamente Laura Belloni, Luca Amoroso, Dario Iozzelli e Angelo Avarello – che hanno spaziato su diverse tematiche, dalle comunità moderne alla consulenza gestionale, alle organizzazioni sanitarie in cambiamento. Il seminario si è quindi concluso con una tavola rotonda, con interventi di ospiti e operatori del settore.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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