Via libera in commissione Sviluppo economico alla proposta di legge che modifica la normativa regionale per la promozione e lo sviluppo del sistema cooperativo della Toscana. Il nuovo testo di legge, ora atteso all’esame dell’aula, passa a maggioranza nella commissione presieduta da Rosanna Pugnalini, con l’astensione della consigliera Marina Staccioli e il voto contrario di Marco Taradash.
Le novità introdotte arrivano a conclusione di un lungo e approfondito lavoro della commissione, frutto anche di ampie consultazioni, sul testo originario della proposta, e costituiscono un aggiornamento della legge regionale 73 del 2005, al fine di adeguare la vecchia normativa alle novità introdotte con il Prs e con la legge sulla competitività, anche alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 2 luglio 2013 sul contributo delle cooperative al superamento della crisi. L’intento è quello di valorizzare una parte importante del sistema economico della Toscana, come ha ribadito questa mattina in commissione il consigliere Ivan Ferrucci, tra i firmatari della proposta di legge.
Tra le novità della proposta, che non prevede ulteriori risorse, l’introduzione dell’idea della cooperativa di comunità, come opportunità per la gestione di servizi nelle realtà medio-piccole, dove verrà meno la gestione diretta di enti pubblici: un sostegno rivolto ai territori svantaggiati e a rischio di perdere servizi essenziali, che va a riconoscere, in molti casi, realtà che nella pratica già esistono e operano.
Con questo provvedimento, osserva la presidente della commissione, viene attualizzata la normativa regionale a sostegno di un settore importante in un momento molto difficile sotto l’aspetto economico, con gli effetti di una crisi nella quale peraltro il mondo cooperativo ha retto meglio di altri. Di parere contrario il consigliere Marco Taradash, che ha motivato il no alle nuove norme: norme inappropriate, è il suo giudizio, tese a introdurre una alterazione del mercato, seguendo una concezione arretrata dell’economia, per la quale la Regione vuole assumere il controllo politico dell’economia, con attività dirigiste, nocive e al di fuori dei limiti consentiti.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
