gonews.it

Sgherri (Sinistra - Verdi): “Bonus di 80 euro? Da Renzi il solito gioco delle tre carte di dare e poi togliere in altri modi"

Monica Sgherri

Monica Sgherri, capogruppo di Federazione della sinistra Verdi in consiglio regionale, ho criticato gli 80 euro in più in busta paga promessi dal governo con questa dichiarazione.

Se gli sbandierati 80 euro in più in busta paga propagandati da Renzi sono serviti a reperire il consenso per portare avanti una contro riforma del sistema istituzionale (combinato disposto di nuova legge elettorale, Senato e Province non più elettive ecc) dal sapore autoritario, per di più oggi si scopre che in buona parte i “famosi” 80 euro medesimi spariscono. Innanzitutto il bonus come è ovvio non sarà per tutto l’anno in quanto partirà da fine maggio (quindi 640 euro per il 2014), e a questo si affianca quanto spiegato nel dettaglio da un “focus” della Uil servizi politiche territoriali, che indica con precisione gli aumenti dovuti alla nuova Tasi e alle tasse e imposte locali e di alcune regioni, le quali andranno a falcidiare pesantemente il bonus stesso.

Un conto che parla di 278 euro da pagare in più per il contribuente, portando l’entità del bonus netto a 362 euro (il 56%) . E non perché gli enti locali siano “cattivi” ma perché per far funzionare servizi essenziali (asili, scuole, ospedali ecc) a fronte di anni di tagli forsennati da parte dello uno Stato centrale (in molti casi assai meno virtuoso degli enti locali stessi) essi si sono già trovati costretti o si troveranno  a queste scelte.

Tagli di cui non c’è traccia di riduzione nelle politiche del Governo Renzi. Un combinato disposto quindi di tassazione su casa e redditi che falcidierà il bonus. Ma a chi prenderà il bonus “pieno”; per gli altri – per chi in base al reddito lo prenderà parzialmente – il rischio se non la certezza è che il saldo sia zero o sotto zero. E non finisce qui perché la partita delle tasse e imposte locali non è certo chiusa e perché vanno messi nel conto i tagli ad esempio alla sanità, che il nuovo DEF nazionale mette in campo. Insomma è il solito gioco delle tre carte: da una parte si sbandiera per dare, dall’altra si toglie e magari si toglie di più. Niente di nuovo sotto il sole, ma non si  voleva “rottamare” il vecchio? 

Fonte: Monica Sgherri

Exit mobile version