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Regione, una mozione in consiglio chiede chiarimenti sul piano nazionale dei presidi di polizia

Le conseguenze del Piano di razionalizzazione delle Forze di Polizia sul territorio sono al centro della mozione presentata da Marta Gazzarri, Giuliano Fedeli, Marco Manneschi, cui si è aggiunta la firma anche di Gabriele Chiurli, che il Consiglio toscano ha approvato all’unanimità. Il dispositivo chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo nazionale per chiarire quali saranno gli effetti di un Piano che prevede la chiusura o il ridimensionamento dei commissariati, la cancellazione delle squadre nautiche, lo smantellamento di cinquanta presidi di Polizia Postale e l’accorpamento dei poli per la formazione degli agenti. Nel testo è contenuta anche la richiesta per discutere, di concerto con il Governo centrale, possibili modiche che rispondano alle effettive esigenze funzionali della tutela della sicurezza in Toscana. È opinione di Fedeli infatti, che la riforma attuata attraverso un taglio generalizzato e indiscriminato di presidi non risponda a criteri di efficienza ma prospetti il rischio di creare più insicurezza oltre che diminuire le indagini relative a determinati reati quali pedopornografia e incidenti stradali.

Condivisione al testo è stata espressa da Giovanni Donzelli anche se avrebbe preferito un dispositivo più incisivo. Se per Marco Taradash rivendicare la conservazione dell’esistente è impossibile in un contesto in cui la razionalizzazione è necessaria, non possiamo comunque sapere se il taglio prospettato avrà ripercussioni forti in tema di sicurezza. Non ci sono soluzioni magiche, ha detto, evidenziando come in una riorganizzazione dello Stato andrebbe forse ripensato il federalismo.

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