È una situazione drammatica quella descritta dalle rappresentanze sindacali di Azimut Benetti e Perini Navi, leaders nel settore della nautica dei superyacht. Una situazione di crisi con forti ripercussioni occupazionali (per Azimut sarebbero in uscita circa 100 persone tra Viareggio e Livorno, Perini pensa alla cassa integrazione per 70 addetti di cui 36 a rotazione e 34 a zero ore) che investe tutto il settore della nautica in Toscana. Da Massa a Livorno passando per Viareggio la fotografia scattata oggi, martedì 8 aprile, in commissione Lavoro presieduta da Paolo Marini, racconta la discesa di un comparto che dopo anni di crescita vive una crisi che potrebbe essere definita dell’eccellenza. La forte diminuzione delle commesse, le annose problematiche legate alle infrastrutture, prima fra tutte la questione dei fondali di Viareggio, una concorrenza sleale che si manifesta nell’affidamento di lavori in appalto e in sub appalto che stanno facendo saltare il principio di qualità della Toscana modello nel mondo e a cui si legano desertificazione delle competenze e abbassamento degli standard retributivi e di sicurezza, stanno affondando l’indotto nautico. Complice anche la pesante congiuntura economica mondiale, come è stato raccontato dalle rappresentanze sindacali, quello della costruzione di grandi yacht inizia a vivere il suo momento di discesa nel 2008, quando i numeri del fatturato diminuiscono e alla crescita esponenziale vissuta negli anni immediatamente precedenti non è stata affiancata un’attività di monitoraggio che ne dimostrasse la stabilità. A partire dal 2009, infatti, si assiste ad un restringimento della filiera con una perdita occupazionale importante e il conseguente ricorso a misure di sostegno.
La storia della nautica in Toscana, il suo carattere instabile e i numeri che la accompagnano saranno al centro di una discussione che coinvolgerà oltre alla commissione presieduta da Marini, anche quella dedicata allo Sviluppo economico di cui è presidente Rosanna Pugnalini. La decisione è stata presa a margine dell’audizione di oggi, sostenuta anche dal consigliere Marco Spinelli, per allargare il dibattito nell’assemblea toscana. A detta di Marini, infatti, oltre alla presentazione di una mozione per impegnare la Giunta su misure specifiche, è necessario acquisire informazioni sui numeri della cassa integrazione e sulle richieste di mobilità. Alle rappresentanze sindacali intervenute è infatti stata chiesta una relazione aggiornata sulla quale, prima le due commissioni e poi il Consiglio regionale, lavoreranno già nelle prossime settimane.
Le richieste avanzate nel corso della seduta abbracciano tutto il comparto e guardano non solo al drammatico problema dei posti di lavoro. Sul tavolo, oltre al già citato nodo infrastrutturale, c’è anche la necessità di gestire al meglio gli spazi produttivi dati in concessione. Al presidente Enrico Rossi è stata peraltro avanzata la richiesta di un regolamento specifico sulle concessioni demaniali che tenga dentro vincoli e regole chiare. Toccata anche l’Autorità portuale toscana, istituita con legge nel 2012 (n. 23 del 28 maggio), che ancora non ha insediato la commissione consultiva ritenuta, anche dalla vicepresidente della commissione Marina Staccioli, strategica per il contributo importante che potrebbe portare in termini di suggerimenti e proposte. Staccioli, citando un convegno svoltosi a Lucca le settimane scorse e organizzato dalla Camera di Commercio locale – dove è emersa una forte richiesta di imbarcazioni oltre i 40 metri – ha ipotizzato un lavoro indirizzato in questa direzione anche supportato da quanto già avviato con il collega Giovanni Santini per una revisione del piano strutturale del porto di Viareggio.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
