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Gambetta Vianna (Ncd): “Uniformare le vaccinazioni animali per area, non per provincia”

Antonio Gambetta Vianna

«Se c’è un rischio di contagio ed è necessario vaccinare gli animali, non si può pensare a un vincolo di natura provinciale, ma bisogna farlo per area di possibile incidenza». È quanto ha affermato il capogruppo di PT/Nuovo Centrodestra in Regione Toscana e membro della II° commissione “Agricoltura”, Antonio Gambetta Vianna, durante l’incontro “L’agricoltura in Valdicecina” svoltosi sabato sera alla Baracchina di Roncolla a Volterra (Pisa).

«Ho ricevuto diversi allevatori – spiega il consigliere regionale – che mi hanno fatto presente una situazione paradossale. Gli allevatori volterrani sono stati obbligati a vaccinare gli animali a causa di un batterio. Una vaccinazione che ha limitato la produzione del latte e che non permette agli allevatori di rivendere il capo. Ma, mentre questa vaccinazione è stata resa obbligatoria nel territorio pisano, basta spostarsi di pochi chilometri, in un altro territorio provinciale, e di questa vaccinazione non si vede traccia. Come se il batterio o il virus avesse il navigatore incorporato e non uscisse dal territorio provinciale pisano. Questi sono i paradossi della burocrazia: se questa vaccinazione è davvero necessaria, allora deve essere allargata all’area di possibile incidenza del virus, altrimenti gli allevatori, che ci stanno rimettendo molte risorse, ne farebbero volentieri a meno».

Durante l’incontro alla Baracchina, si è anche parlato dell’annosa questione dei predatori. «Gli allevatori, attraverso il loro bestiame – spiega Gambetta Vianna –, tra le tante cose fanno anche un’opera quotidiana di preservazione dell’ambiente. Mi fanno davvero sorridere gli ultras dell’animalismo per i quali è “selezione naturale” quando il lupo uccide la pecora, mentre non lo è quando è l’uomo ad uccidere un animale per mangiarlo. Che, poi, è risaputo che i lupi si limitano a uccidere la pecora, assaggiandone appena le interiora, e non a mangiarla. Come mi hanno fatto presente gli allevatori, le pecore sono molto stressate da questa situazione: non vivono tranquille e la produzione del latte si è molto ridimensionata. Addirittura, alcune di queste arrivano a “suicidarsi” gettandosi nei burroni. Bisogna intervenire quanto prima per fare in modo che il lupo e l’ibrido non diano fastidio ai capi di bestiame così da evitare stragi di ovini ed eventuali ritorsioni sul predatore. Non ci si può schierare a prescindere dalla parte del lupo, e quindi contro l’animale più debole – conclude Gambetta Vianna –, senza avanzare proposte per evitare una guerra di sopravvivenza».

Fonte: Gruppo Più Toscana/Nuovo Centrodestra - Toscana Consiglio Regionale

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