La delibera sulla messa in vendita della villa di Cerbaiola sul piano delle alienazioni del 2016 è stata ritirata dalla discussione del consiglio comunale di Empoli di ieri, lunedì 7 aprile. Lo ha deciso la giunta Cappelli in seguito alle pesanti polemiche emerse nei giorni scorsi relativamente a tale decisione, propedeutica alla realizzazione di un nuovo grande centro da 70 posti al Terrafino su un terreno donato all’amministrazione municipale.
Più di un’associazione ma anche candidati sindaci si erano pronunciati a tal proposito chiedendo il ritiro del documento dalla discussione all’ordine del giorno, in modo che la decisione venisse almeno concertata con i vari ‘attori’ nel campo dell’assistenza ai diversamente abili.
A esporre in aula i motivi del ritiro della delibera dall’ordine del giorno è stato il vicesindaco, delegato alle Politiche Sociali, Carlo Pasquinucci, il quale ha fatto un excursus sul progetto spiegando poi che il testo, proprio per non portare la vicenda sui toni della campagna elettorale, verrà poi riaffrontato nella prossima consiliatura e preso in carico dal prossimo sindaco.
Il vicesindaco ha spiegato che la questione è in discussione dai primi anni duemila, nella fase finale della seconda giunta Bugli. Due famiglie, ha spiegato, proposero al Comune la realizzazione di un centro autistico e misero a disposizione un loro terreno. Nel 2009, ha illustrato sempre Pasquinucci nel suo intervento, fu approvata la variante urbanistica in consiglio comunale propedeutica all’operazione.
Il problema da superare era quello dei costi di gestione: 1,5 milioni annui, ha ricordato Pasquinucci, per un centro che poteva ospitare 20 persone autistiche. L’Asl 11 aveva fatto presente che non sarebbe stato facile reperire risorse sia sul capitolo del sociale che su quello prettamente sanitario.
L’ipotesi di allora, ha illustrato il delegato di giunta, fu quella di alienare Cerbaiola per integrare i due progetti e razionalizzare le spese. La Regione Toscana aveva messo 500mila euro, qualcosa arrivava dai privati, il Comune doveva reperire la fetta più grossa e lo avrebbe fatto vendendo la villa ottocentesca tra le colline di Monteboro e Pianezzoli. Nel bando, è stato illustrato ieri in aula, si evidenziava che il compratore non avrebbe pagato in soldi, ma si sarebbe preso carico della costruzione del nuovo centro al Terrafino, in modo da garantire la realizzazione del progetto.
“In commissione consigliare e in conferenza dei capigruppo – ha dichiarato Carlo Pasquinucci – ho promesso che io avrei spogliato quella delibera dai toni campagna elettorale ritirandola. Si discuterà nel nuovo consiglio, ma vigileremo affinché ciò venga fatto. L’operazione – conclude – tiene conto del fatto che la villa di Cerbaiola è inadeguata per costituzione a ospitare un centro per disabili e che gli utenti da tempo si lamentano di questo”.
