Riduzione dei costi nel bilancio preventivo 2014 di Arpat: meno 4,9 milioni rispetto al 2010, pari al 9 per cento, nel rispetto dei vincoli imposti dalla legislazione regionale. Il presidente della commissione Territorio e ambiente Gianfranco Venturi che in aula ha illustrato la proposta di delibera, approvata a maggioranza, ha fatto presente che il bilancio – da circa 50 milioni di euro – dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana prefigura una riduzione nelle spese per il personale, che costituiscono il 73 per cento dei costi complessivi di produzione: 36milioni e 178mila euro nel 2014 contro i 40 milioni del 2010. Quanto agli investimenti, Venturi ha ricordato che nel 2014 saranno avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile di via Ponte alle Mosse, a Firenze, destinato ad ospitare la sede dell’Agenzia. I lavori, che si protrarranno per tutto il 2015, hanno un costo previsto di 4milioni e 300mila euro, dei quali 3milioni e 600mila sono previsti nel 2014. I trasferimenti della Regione, che costituiscono la parte preponderante dei contributi in bilancio, per il 2014, sono pari a 49milioni e 295mila euro, con una ulteriore riduzione di circa 400mila euro rispetto all’anno precedente.
La portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni ha fatto presente alcune criticità come la forte incidenza dei costi di una macchina che rimane interamente pubblica, che pesa solo sulle spalle della Regione e che non ha capacità di interessarsi al privato. La consigliera ha sottolineato anche il forte aumento nelle spese per i corsi di formazione del personale e dell’utenza telefonica.
Il consigliere Gabriele Chiurli ha evidenziato alcune disparità tra il rapporto tra il numero dei dipendenti e dei troppi dirigenti e direttori. Il consigliere ha suggerito una rivisitazione dell’ente che dovrebbe controllare e dare il buon esempio.
L’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini ha precisato che Arpat, proprio per garantire la sua terzietà non fa attività per le quali viene remunerata, che svolge attività di controllo e che non può stipulare convenzioni con soggetti privati né fare attività per loro. Inoltre, Bramerini ha evidenziato che la scelta di portare tutta Arpat in un’unica struttura è stata fatta nell’ottica del risparmio.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
