"Dopo quattro anni una sede definitiva per l’ufficio casa del Comune di Pisa non è stata trovata e per questo si torna a parlare di trasferimento e accorpamento nell’ormai datato palazzo di Via Fermi, occupato dall’ APES l’Azienda che gestisce il patrimonio ERP dei comuni di tutta la provincia di Pisa
Questa ipotesi sembrava definitivamente tramontata per molti problemi di difficile soluzione: la promiscuità tra enti diversi, la confusione tra i diversi ruoli che si potrebbe ingenerare negli utenti, inopportunità nell’ unire chi ha il compito di controllare e renderlo ospite dei controllati, di inidoneità dei locali ( mancanza di un front office e di un archivio a norma, mancanza della scala di emergenza esterna e un aggiornato sistema antincendio con porte REI ai piani, mancanza dei bagni per disabili ai piani, etc. )
Tale ipotesi sembrava definitivamente decaduta anche perché l’immobile sede di Apes, è tuttora inserito nel piano vendite per un valore di € 2.800.000,00, come per altro si evince dai documenti ufficiali dell’Ente.
Eppure l’Assessore Serfogli, sua la delega al Patrimonio comunale, più volte aveva dichiarato pubblicamente che le sedi di APES E dell’UFFICIO CASA DEL COMUNE DOVESSERO ANDARE nei NUOVI LOCALI DELLA SESTA PORTA.
Adesso la Sesta Porta è pronta e invece si ripropone l’opzione APES. Ma quali sono le reali motivazioni di questo trasferimento? L’Ufficio casa viene utilizzato come pedina per quali interessi in gioco?
Nell’accelerazione degli eventi, decisivo è stato l’assist fornito da PISAMO/ SVILUPPO PISA, che ha avuto in carico dal Comune la proprietà della palazzina di via Battisti dove sono tutt’ora allocati gli Uffici Casa, che vuole “ sfrattare “ proprio l’Ufficio Casa del Comune per utilizzare i suoi locali come magazzino ed infatti ha già riempito parte di questi locali con bidoni e materiale vario.
Per raggiungere lo scopo sono state fatte circolare voci di possibili acquirenti interessati alla palazzina di via Battisti, ma tale ipotesi non appare suffragata nè da atti e neanche da offerte di acquisto, anzi anche chi (l’istituto di Vulcanologia) doveva acquistare porzioni della sesta porta si è disimpegnato lasciando il Comune nei debiti.
La palazzina è infatti poco appetibile al mercato immobiliare perché confinante con il futuro terminal di 42 bus. L’ assessore Serfogli, che probabilmente intendeva agire con lo spirito del “Buon Padre di Famiglia” ed aspettare gli eventi per valutare quali dismissione effettuare, per realizzare maggiori introiti dalle vendite, non ha potuto più attendere ed ha accettato questa opzione.
Ci chiediamo dove sia la convenienza di questa operazione e pretendiamo che siano valutate le vere emergenze dell’ufficio Casa (tra tutte la cronica carenza di personale). In questa situazione di continua emergenza per sfratti, l’ufficio ha continuato ad erogare i servizi con puntualità e professionalità, solo grazie all’abnegazione del personale.
Sarebbe intollerabile e dispendioso tra qualche mese costringere questi uffici ad un doppio trasloco con la prolungata interruzione di un servizio e inevitabili “danni erariali” per doppi investimenti e spese generate dalla mancanza di programmazione chiara, proprio ciò che un Ente dovrebbe predisporre nell’interesse dei cittadini.
Chiediamo quindi che se la destinazione finale dell’Ufficio casa è presso la Sesta Porta questa opzione venga attuata subito o in alternativa vengano individuate altre sedi comunali disponibili sul territorio, sicuramente più idonee rispetto all’accorpamento con APES".
Cobas Pubblico Impiego Pisa
