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Recuperare 15 caserme a uso residenziale: ecco un accordo tra Comune, Demanio e Ministero. Nardella: "400 milioni di investimento e 6mila posti di lavoro"

Presente il Minsitro Pinotti: "In 15 giorni uan task force per individuare gli immobili. Possibile trasferire 8mila cancellieri"

Il Minsitro Pinotti, il vicesindaco Nardella e il direttore generale dell’Agenzia del Demano Stefano Scalera

Il Minsitro Pinotti, il vicesindaco Nardella e il direttore generale dell’Agenzia del Demano Stefano Scalera

Entro 15 giorni sarà sottoscritta un’intesa tra Comune di Firenze, Ministero della Difesa e Agenzia del Demanio per “porre in essere tutte le azioni necessarie alla rifunzionalizzazione degli immobili dello Stato non più utili alle esigenze militari”, ovvero per verificare la possibilità di un recupero delle caserme presenti in città – in tutto 15 - a uso residenziale, ricettivo o commerciale. E’ quanto prevede una lettera di intenti firmata oggi a Palazzo Vecchio dal vicesindaco Dario Nardella, dal ministro per la Difesa Roberta Pinotti e dal direttore generale dell’Agenzia del Demano Stefano Scalera.

Si prevede, sempre entro due settimane, anche di costituire “un tavolo tecnico che avrà, tra gli altri, il compito di individuare gli immobili per i quali ricercare soluzioni di sistema alle problematiche più complesse, anche nell’ambito dei processi di revisione degli strumenti urbanistici vigenti, collaborando per tutte le attività che risultino necessarie o utili alla valorizzazione, razionalizzazione, ottimizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare”.

In futuro si libereranno in Italia, ha sottolineato il ministro, 385 immobili. "Sono beni della Difesa - ha aggiunto il ministro - che non servono più alla Difesa che si sta trasformando, e che possono essere fonte di lavoro, spazi, vivibilità, di ricchezza e di crescita. Mettere in movimento questo patrimonio è prioritario, è un dovere patriottico. Ho il il totale appoggio del presidente del Consiglio"

“Questa intesa – ha sottolineato il vicesindaco Nardella – vuole valorizzare e restituire anima e funzioni agli immobili militari presenti in città. Oggi a Firenze abbiamo alcuni ‘buchi’ interdetti ai fiorentini e spesso anche sottoutilizzati dallo stesso ministero. La nostra sfida sarà quella di sfruttare al massimo questi spazi e restituirli ai fiorentini. Abbiamo l’esempio positivo del recupero del carcere delle Murate, oggi spazio polifunzionale dove convivono edilizia sociale popolare, arte, diritti umani, incubatori tecnologici dei beni culturali”. “Dal punto di vista economico – ha aggiunto – l’Irpet ha stimato in 395 milioni di euro l’impatto derivante dalle opere di demolizione e ricostruzione, per oltre 6300 nuovi posti di lavoro”.

La conferenza stampa

 

Pinotti,possibile trasferire 8mila cancellieri

"Parlando con il ministro della Giustizia viene fuori che a loro mancano 8 mila cancellieri e che altrimenti non riusciamo a far funzionare la giustizia in Italia. Immediatamente ho colto questa disponibilità e ho detto che potremmo individuare 8 mila profili che possono transitare dalle forze armate al ministero della Giustizia per svolgere questi compiti che sono essenziali, perché nel frattempo noi non abbiamo più bisogno di alcune figure".

Lo ha detto Roberta Pinotti a margine della firma del protocollo d'intesa."Non si tratta di esuberi - ha aggiunto -, non è che le persone sono inutili, è che cambiato il modello e la gestione delle forze armate".

"La riduzione delle forze armate discende da una legge e da decreti attuativi che sono stati approvati - ha spiegato il ministro -. Quindi adesso si tratta di gestire concretamente. La previsione è quella di scendere da qui al 2024 da 190 mila a 150 mila, per quello che riguarda la parte militare e da 30 mila a 20 mila per quello che riguarda i dipendenti civili.

Io penso che le condizioni del Paese ci impongano anche di provare a fare prima, di anticipare un po' i tempi previsti, anche facendo passaggi interessanti. Noi abbiamo un numero molto alto di personale perché la programmazione per una parte di questo era stata fatta per forze armate col modello di leva. Col passaggio al professionale non si erano messi a punto degli strumenti che potessero modificare la struttura interna".

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